Se si dimostra che l’ex marito lavora in nero è possibile chiedere gli alimenti ai parenti?

Se si dimostra che l'ex marito lavora in nero è possibile chiedere gli alimenti ai parenti?

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Se si dimostra che l'ex marito lavora in nero è possibile chiedere gli alimenti ai parenti?

All’indomani di una separazione, bisogna procedere con la ricostruzione dei redditi per definire l’importo dell’assegno per gli alimenti. Spesso, il giudice deve vedersela con redditi non dichiarati e, in particolare, lavoro in nero. Se si dimostra che l’ex marito lavora in nero è possibile chiedere gli alimenti ai parenti?

In caso di reddito non dichiarato, l’importo degli alimenti risulta falsato. L’ex marito risulta ufficialmente disoccupato anche se lavora in nero: in questo modo, non intende garantire ai figli gli alimenti.

Da tempo, i giudici sono consapevoli dell’inattendibilità di tante dichiarazioni dei redditi. Al punto tale da ricostruire i redditi sulla base del tenore di vita dell’ex, delle spese sostenute ogni mese, cene, viaggi, ecc.

Come dimostrare che l’ex marito lavora in nero

L’esistenza del lavoro in nero va accertata. Una volta dimostrata, determinerà un aumento dell’assegno. Il padre è tenuto a versare gli alimenti se risulta disoccupato ma viene dimostrato che lavora in nero. Il fatto che si tratti di un lavoro precario, senza contratto e tutt’altro che stabile, non impedisce l’imposizione del pagamento mensile per contribuire alle spese ordinarie e straordinarie dei figli.

La prova del lavoro in nero dell’ex marito può essere data con qualunque mezzo, anche tramite testimonianze. Il giudice gode di un ampio potere istruttorio e può verificare le condizioni patrimoniali dell’ex marito e delle parti in genere, a prescindere dalle dichiarazioni prodotte nella causa di separazione.

Il giudice definirà l’importo dell’assegno calcolando anche i redditi non dichiarati.

Spetterà al coniuge interessato dimostrare l’esistenza dell’attività svolta in nero dall’ex marito.

Può rivolgersi a testimoni, investigatori privati e presentare documenti di spesa. Se la documentazione fornita come prova dall’ex coniuge interessata risultasse insufficiente, il giudice può richiedere l’intervento della polizia tributaria per quantificare esattamente il nuovo importo dell’assegno. Potrà anche rivolgersi alla banca per verificare entrate e uscite del conto corrente e rivolgersi a terze persone per cercare tutte le fonti di reddito (polizze vita, pensioni, investimenti, ecc.).

Se l’ex marito lavora in nero è possibile chiedere gli alimenti ai parenti?

Se l’ex marito non versa gli alimenti, risulta disoccupato anche se lavora in nero, si possono chiedere gli alimenti ai parenti soltanto se c’è uno stato di bisogno.

La legge prevede l’obbligo di versare gli alimenti quando un parente stretto versa in grave disagio economico, in uno stato di indigenza totale. In questo caso, l’obbligo spetta ai parenti più stretti. Se alle necessità dei figli non provvedono i genitori e la madre è priva di reddito, devono farlo i nonni (paterni e materni) che devono versare non il mantenimento ma gli alimenti in proporzione alle loro possibilità. Se non hanno possibilità l’obbligo decade. Ha ribadito questo principio la sentenza n. 10419/2018 della Cassazione.

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