Se Rita paga la pensione anticipata al posto dell’Inps: la rendita dei fondi complementari come soluzione di riforma per tutti?

Andare in pensione con la rendita temporanea anticipata (Rita)? Sarebbe una delle soluzioni  più adattabili al nostro sistema pensionistico per trovare una soluzione al pensionamento di vecchiaia a 67 anni. Come noto la Rita prevede l’adesione da parte del lavoratore, a proprie spese, a un fondo assicurativo che consente di percepire una rendita temporanea. Per […]

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Andare in pensione con la rendita temporanea anticipata (Rita)? Sarebbe una delle soluzioni  più adattabili al nostro sistema pensionistico per trovare una soluzione al pensionamento di vecchiaia a 67 anni.

Come noto la Rita prevede l’adesione da parte del lavoratore, a proprie spese, a un fondo assicurativo che consente di percepire una rendita temporanea. Per l’esattezza, per qualche anno prima della maturazione dei requisiti pensionistici.

La Rita come soluzione per le pensioni anticipate

Il fine della Rita è quello di consentire agli iscritti al fondo assicurativo, vicini al pensionamento e in probabile stato di difficoltà a causa dell’interruzione del rapporto di lavoro, di accedere a prestazioni simili alla pensione.

Una specie di scivolo che però ha finora trovato scarso appeal fra i lavoratori che in Italia mal digeriscono la previdenza complementare in tutte le sue forme. E quando sottoscrivono forme di pensione complementare, preferiscono quasi sempre optare per il capitale a scadenza piuttosto che per la rendita.

Eppure la Rita sarebbe la miglior forma di garanzia per una pensione anticipata, visto che le deroghe alla Fornero stanno scomparendo poco alla volta. Quota 100 è terminata, quota 102 finirà a fine 2022 e le altre forme di pensione anticipata sono solo temporanee.

Requisiti

Per accedere alla Rita, così come previsto dalla legge di bilancio 2018, bisogna rispettare alcuni requisiti fondamentali:

  1. a) cessazione dell’attività lavorativa;
  2. b) perfezionamento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia entro i 5 anni successivi alla cessazione dell’attività lavorativa;
  3. c) maturazione di almeno 20 anni di contributi nei regimi obbligatori di appartenenza;
  4. d) maturazione di almeno 5 anni di partecipazione a forme pensionistiche complementari.

L’adesione al fondo pensione è inoltre incentivato dal punto di vista fiscale, come avviene per le rendite erogate dalla previdenza complementare.

La parte imponibile è tassata al 15% con una riduzione dello 0,3% per ogni anno di versamento eccedente il 15esimo.

Basterebbe quindi spingere maggiormente i fondi pensione a proporre la Rita come ammortizzatore sociale per l’erogazione di una prestazione che consenta di anticipare i tempi previsti per la pensione di vecchiaia.

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