Se la tua regione cambia colore ti arriva un messaggio su Whatsapp?

"LA tua regione è diventata zona arancione o rossa": il messaggio su Whatsapp è una truffa?

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divisione italia per colori

Rispetto alla divisione cromatica attuata dal governo, dopo pochi giorni, cinque regioni border line hanno cambiato colore: si tratta, come molti sapranno, di Abruzzo, Umbria, Basilicata, Liguria e Toscana. In un primo momento le voci del rischio di maggiori restrizioni riguardavano anche l’Emilia Romagna. Ma per il momento la regione resta gialla. Queste le informazioni ufficiali. Purtroppo però girano molti messaggi bufala. Il canale è Whatsapp: da un cellulare all’altro, tramite l’app di messaggistica istantanea.

Da zona gialla, arancione a rossa: regole e attenzione alle truffe

Ricordiamo che, in base alle disposizioni dell’ultimo DPCM, l’Italia è stata suddivisa in zone cromatiche in base alla criticità della situazione dei contagi in rapporto alla densità di popolazione ma soprattutto alla disponibilità dei posti letto nei reparti Covid e di terapia intensiva (sono in tutto ben 21 gli indicatori considerati). Le zone di allerta massima sono quelle rubricate in rosso. Da subito il premier Conte, presentando le misure, avevano ipotizzato il passaggio da un colore all’altro, specificando che questa suddivisione non poteva essere intesa come immodificabile. E così è stato per le cinque regioni sopra citate. Tuttavia i canali ufficiali non sono stati, come purtroppo accade spesso, l’unica via di informazione. Il timore e l’incertezza fomentano il dilagare di bufale.

Emilia Romagna resta gialla: la bufala su Whatsapp

Diverse le segnalazioni in emilia Romagna, dove molti abitanti raccontano di aver ricevuto un messaggio su Whatsapp con presunte dichiarazioni del presidente Bonaccini in merito al cambio di colore con il passaggio a zona arancione.

Molto spesso vi abbiamo messo in guardia su bufale e truffe su whatsapp. In questo caso specifico non si tratta di un tentativo di phishing perché la catena di messaggi non serve ad estrapolare dati sensibili, o così sembrerebbe.

Tuttavia ciò non significa che sia meno grave: alimentare confusione e false informazioni in questo periodo già di per sé convulso e critico, può rilevarsi dannoso. Ecco perché la regione non ha sottovalutato questa bufala e lo stesso Bonaccini si è mosso per chiedere alle autorità di fare tutti gli accertamenti per individuare i responsabili. L’invito a tutti è quello di verificare sempre qualsiasi informazione sul canale ufficiale prima di contribuire a diffonderla.

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