Se la pensione non basta: come calcolare quando finiranno i risparmi

Pensione futura e adeguamento all'aspettativa di vita: quando la pensione non basta quale forma di risparmio può compensare e quali sono i livelli di rischio?

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Pensione futura e adeguamento all'aspettativa di vita: quando la pensione non basta quale forma di risparmio può compensare e quali sono i livelli di rischio?

L’adeguamento all’aspettativa, oltre alla pensione, dovrebbe riguardare anche le forme di previdenza integrativa. Pensiamo a chi prende assegni di basso importo e conta sui propri risparmi personali per far fronte ai propri fabbisogni. Se la pensione non basta come fare in modo che queste entrate indispensabili non si esauriscano fino a che si è in vita? Esiste una formula? L’obiettivo da centrare è quello di garantire ai propri risparmi il rendimento che consenta di farli durare più a lungo possibile.

Ce ne siamo occupati diverse volte nella sezione del sito dedicata al Risparmio e agli Investimenti. In questa sede proponiamo l’argomento senza entrare troppo nel profilo tecnico per sottolineare come le scelte in questo campo possano dipendere anche dalle aspettative di vita e sulla pensione futura.

Se la pensione non basta: come far durare i risparmi più a lungo

Negli ultimi 35 anni, l’aspettativa di vita media si è notevolmente allungata passando da 78 anni a 85 (anche 88 per le donne). Questi, almeno, i dati statitici rilevati dal calcolatore dello UK Office for National Statistics. Una buona notizia? Probabilmente si ma non sul fronte dei risparmi, soprattutto per chi prende una pensione bassa che da sola non basta a garantire sussistenza dopo aver smesso di lavorare. Per fortuna tra questi ultimi c’è chi può contare su risparmi derivanti da forme di previdenza complementare e investimenti.

Secondo la società di gestione Schroders l’unica alternativa per alcuni investitori è quella di “mantenere una certa esposizione sugli investimenti più rischiosi”. Ciò può permettere di far durare più a lungo i mercati azionari. Al contrario un approccio più cauto, come quello messo in atto da chi acquista titoli di Stato, da un lato garantirebbe meno rischio riducendo l’asset rischioso ma dall’altro, nell’ottica di durata dei risparmi accantonati alla luce delle aspettative di vita, aumenta il rischio di ritrovarsi senza piano B negli ultimi anni della pensione.

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