Scudo fiscale: imposta di bollo su capitali scudati prorogata

Le novità all’imposta di bollo speciale sulle attività scudate previste dagli emendamenti al DL fiscale su cui è stata posta la fiducia

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Le novità all’imposta di bollo speciale sulle attività scudate previste dagli emendamenti al DL fiscale su cui è stata posta la fiducia

Atteso per oggi alla Camera il voto sulla questione di fiducia posta dal Governo, sull’approvazione, dell’articolo unico del disegno di legge di conversione del D.L. n. 16/2012, il decreto semplificazioni tributarie. Tra le novità approvate dalla Commissione Finanze della Camera, vi ritroviamo degli argomenti tormentoni, come le norme che riguardano l’imposta di bollo sulle attività scudate introdotta dall’art. 19 del Decreto salva Italia.  

 

Il bollo sulle attività scudate: profili generali

Brevemente si ricorda che l’imposta di bollo speciale introdotta dal Decreto salva Italia, il Dl 201/11 convertito in Legge 214/11, sulle attività finanziarie che sono state rimpatriate, fisicamente e giuridicamente, con gli scudi fiscali del 2001 e del 2009, è rapportata al valore di mercato delle attività al 31 dicembre dell’anno precedente. Le misure sono precise e riguardano il 10 per mille, per il 2011, il 13,5 per mille, per il 2012, il 4 per mille, per gli anni successivi. Nel Decreto salva Italia è prevista anche un’imposta di bollo straordinaria sulle attività non più secretate alla data del 6 dicembre 2011, quando è entrato in vigore il decreto, in quanto in tutto o in parte prelevate dai rapporti o comunque dismesse. La misura in tal caso è pari all’10 per mille del valore di mercato delle attività finanziarie alla data del prelievo, o sul valore nominale o di rimborso. Se questo manchi in base invece al valore di mercato.

 

Modifiche con il DL 16/12

Tra gli emendamenti connessi al Decreto semplificazioni tributarie, si è prevista una proroga dei termini di versamento dell’imposta di bollo dal 16 maggio prossimo al 16 luglio. Tra le altre novità si segnalano anche l’applicazione dell’imposta di bollo in oggetto anche sulle attività che vengono prelevate dai rapporti accesi per la procedura durante l’anno, utilizzando il criterio del pro rata temporis per il periodo di secretazione; l’obbligo di versamento dell’imposta straordinaria una tantum sulle attività prelevate dai rapporti accesi per la procedura di scudo solo nel periodo dal 1° gennaio al 6 dicembre 2011 e infine la possibilità per gli intermediari di raccogliere la provvista anche da altri conti accesi al contribuente.

 

Slitta il termine del versamento da maggio a luglio

Partendo dalla proroga del versamento, le novità previste con gli emendamenti al DL 16/12 riguardano la proroga della scadenza per il versamento dal 16 maggio al 16 luglio di ciascun anno. La proroga in questione inoltre non è valida solo per il versamento 2012, ma è valevole  anche per gli anni successivi.

 

Il criterio del pro rata temporis

Nella manovra salva Italia, l’imposta era calcolata sulla base del valore delle attività ancora secretate alla data del 31 dicembre dell’anno precedente. Solo per il 2011 però, il termine di riferimento era individuato alla data di entrata in vigore del decreto salva Italia, ossia alla data del 6 dicembre. Così, l’imposta di bollo in questione non era dovuta sulle attività che durante l’anno erano state prelevate dai rapporti di deposito, amministrazione o gestione accesi a seguito dello scudo, e dunque al 31 dicembre dell’anno precedente non risultano più segretate.  ora le modifiche introdotte, prevedono che l’imposta di bollo in questione si applica anche alle attività prelevate durante l’anno,  con il criterio del “pro rata temporis” per il periodo in cui tali attività sono rimaste secretate. Per capire cosa significa sostanzialmente ciò, si fa l’esempio di un contribuente che a  maggio 2012, preleva tutte le attività scudate. Con il criterio del pro rata temporis, dovrà versare sì l’imposta di bollo speciale, ma solo per i 5 mesi dell’anno ( gennaio – maggio 2012) durante i quali le attività scudate hanno goduto della secretazione.

 

L’imposta di bollo straordinaria

Tra le modifiche contenute negli emendamenti, si segnala anche  quella riguardante l’imposta di bollo straordinaria. Tale imposta si prevede ora che sia dovuta solo sulle attività oggetto di emersione che siano state prelevate o dismesse, in tutto o in parte, nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2011. Niente imposta per il contribuente che ha dismesso o comunque prelevato le attività in anni precedenti e comunque prima del 31 dicembre 2010.

 

Gli intermediari

Da ultimo, le novità che si segnalano in relazione sempre all’imposta di bollo sulle attività scudate, riguardano le modalità di raccolta della provvista da parte degli intermediari incaricati per il versamento dell’imposta di bollo straordinaria sulle attività prelevate dai rapporti . Tali intermediari sono quelli che hanno curato le operazioni di regolarizzazione o di rimpatrio e se in base alla manovra salva Italia, potevano trattenerla dal conto del contribuente accesso per l’emersione, ovvero riceverla direttamente dallo stesso contribuente, ora le cose cambiano. Se già l’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento del 14 febbraio 2012, aveva stabilito che, nell’ipotesi di trasferimento di un conto segretato presso altro intermediario senza mantenere il regime della riservatezza, l’imposta di bollo speciale non era dovuta, ma l’intermediario aveva l’onere di segnalare il nominativo del contribuente inadempiente alla stessa Agenzia. Al contrario se il conto trasferito rimane segretato, l’obbligo di versamento era posto in capo al nuovo intermediario presso cui era mantenuto il conto. Gli emendamenti presentati sanciscono che gli intermediari ora devono prelevare l’imposta di bollo straordinaria, trattenendola da altri conti riconducibili al soggetto che ha effettuato l’emersione, di cui abbia la gestione, e non solamente dal conto accesso per lo scudo. Fatta salva comunque la possibilità per lo stesso intermediario di ricevere provvista dallo stesso contribuente, anche in caso di estinzione del rapporto acceso per effetto della procedura di emersione.

 

Attività finanziarie estere: il Quadro RW

Nota  a parte merita un’altra novità prevista negli emendamenti al Dl 16/12 e riguardanti le attività estere. In particolare viene modificato l’art. 4, D.L. n. 167/1990 in tema di monitoraggio fiscale, che cancella l’obbligo di indicare nel quadro RW le attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero che siano affidate in gestione o in amministrazione ad intermediari residenti nell’ipotesi in cui i redditi e i flussi finanziari derivanti da dette attività sono riscossi tramite tali intermediari.

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