Scudo anti-spread. Monti prepara un nuovo piano per evitare gli aiuti della Bce

L’elenco completo dei palazzi e dei castelli messi in commercio da settembre pubblicato dal Wall Street Journal

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
L’elenco completo dei palazzi e dei castelli messi in commercio da settembre pubblicato dal Wall Street Journal

Evitare di chiedere il supporto dello scudo anti-spread: questo il motivo che avrebbe spinto Mario Monti a stendere per settembre prossimo un nuovo programma di dismissioni di beni pubblici appartenenti allo Stato. Due giorni fa il Wall Street Journal ha pubblicato l’elenco completo dei palazzi, delle caserme e dei castelli che saranno messi all’asta.

 

Svendita immobili dello Stato: gli “affari” di settembre

Secondo la fonte internazionale che ha lanciato la notizia nel programma di dismissione imminente gestita dall’Agenzia del Demanio rientreranno 350 edifici per un’entrata stimata in 1,5 miliardi di euro.

Oltre ad alcune caserme di Bologna attualmente occupate dal Ministero della Difesa ci sarebbero il Castello Orsini a Soriano del Cimino (nel Lazio), datato 1270 e in passato usato come carcere e Palazzo Diedo, affacciato sul Canal Grande, il cui valore è stato stimato dal Comune di Venezia in circa 19 milioni di euro. Quest’ultimo rientra nel blocco composto da 18 edifici che il Comune di Venezia ha dichiarato di voler mettere in vendita.
Milano invece è disposta a vendere oltre 100 edifici tra i quali Palazzo Bolis Gualdo al civico 12 di Via Bagutta, nel celebre quartiere della moda.

 

Vendere gli immobili pubblici: a chi conviene

Anche il Wsj, che pure presenta il programma come un’occasione interessante per chi ha un capitale da investire all’estero, non nasconde le difficoltà dell’operazione. Innegabilmente al momento l’Italia, dopo Grecia e Spagna, è forse uno degli ultimi Paesi europei in cui gli investitori esteri intendono rischiare.

A ciò si aggiunge la lentezza della burocrazia italiana relativa alle operazioni di compravendita. A scoraggiare gli investitori contribuiscono anche i fallimenti dei precedenti piani di dismissione. Difficile infatti che il ricavato effettivo della vendita corrisponda al valore stimato degli immobili: basti pensare ad esempio all’ex Convento delle Carmelitane Scalze a Bologna, deprezzato da 13 milioni di euro a meno di 10 milioni, in seguito alla mancanza di offerte alla prima asta. Uno degli ostacoli maggiori è rappresentato dalle dimensioni degli immobili, spesso troppo grandi e dunque poco adatti ad usi privati.

La difficoltà della vendita sta soprattutto nelle dimensioni degli immobili, troppo grandi e quindi troppo cari in questo momento di recessione.

In alcuni casi  è anche il federalismo fiscale a rallentare la dismissione nel Piano di vendita Italia.

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Argomenti: Normativa e Prassi