Sconto in fattura parziale nei bonus casa, la spesa massima detraibile resta uguale o cambia?

Per i bonus casa legati a lavori edili sono previsti tetti massimi di spesa detraibili. Cosa succede in caso di sconto in fattura parziale?

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Sconto in fattura parziale nei bonus casa, la spesa massima detraibile resta uguale o cambia?

Per i bonus casa (bonus 110%, bonus ristrutturazione, bonus facciate, ecc.), in luogo della detrazione fiscale, il contribuente può optare:

  • per lo sconto in fattura da parte della stessa impresa che esegue i lavori, la quale poi recupera l’importo nella forma del credito d’imposta da poter utilizzare in compensazione o da poter cedere a terzi (inclusi istituti di credito e finanziari)
  • oppure per la cessione del credito a terzi, inclusa l’impresa che esegue i lavori ed inclusi istituti di credito e finanziari. Il cessionario (ossia chi riceve il credito) può utilizzarlo in compensazione oppure cederlo ulteriormente.

Bonus casa con sconto in fattura parziale: un caso pratico

Lo sconto in fattura può essere anche parziale.

Esempio

Spese per lavori di ristrutturazione (detrazione 50%) pari a 50.000 euro. La detrazione spettante, dunque, è 25.000 euro. L’impresa accorda lo sconto in fattura su 10.000 euro di spesa. Dunque, la detrazione goduta sotto la forma di sconto in fattura è 5.000 euro (50% di 10.000 euro). I restanti 20.000 euro saranno goduti nella forma della detrazione fiscale in 10 quote annuali di pari importo oppure nella forma di cessione del credito.

La scelta per lo sconto non incide sulla detrazione massima

Alcuni contribuenti sono indotti a ritenere che lo sconto in fattura non incida sul tetto massimo di spesa detraibile.

Per alcuni lavori edili ammessi ai bonus casa, il legislatore, ricordiamo stabilisce dei limiti massimi di spesa su cui è ammessa la detrazione. Ad esempio, con riferimento al bonus ristrutturazione (detrazione IRPEF 50%), il limite di spesa è fissato a 96.000 euro per unità abitativa (quindi, la detrazione massima spettante è pari a 48.000 euro, ossia il 50% di 96.000 euro).

Tale limite è da intendersi complessivo, nel senso che occorre considerare anche il caso dell’opzione per lo sconto in fattura o cessione del credito.

Esempio

Spesa sostenuta ammessa al bonus ristrutturazione pari a 100.000 euro. Siamo, dunque, sopra il tetto massimo ammesso (96.000). Lo sconto massimo che il contribuente può ottenere è, quindi, fino a 48.000 euro (ossia il 50% di 96.000 euro). Oppure si pensi al caso in cui la ditta effettua uno sconto parziale sull’importo di 20.000 euro. In tale ipotesi:

  • spesa sostenuta = 100.000 euro
  • tetto massimo di spesa = 96.000 euro
  • detrazione massima = 48.000 euro (50% di 96.000 euro)
  • sconto in fattura ottenuto su 20.000 euro = 10.000 euro (50% di 20.000 euro)
  • detrazione restante da godere in dichiarazione o da cedere a terzi = 38.000 euro (48.000 – 10.000).

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