Sconto del 25% su prodotti riciclati: ecco chi può richiederlo e come fare domanda

Bonus fiscale al 25% per beni riciclati o di riuso: come funziona e chi può fare domanda.

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Bonus fiscale al 25% per beni riciclati o di riuso: come funziona e chi può fare domanda.

Il 25% di sconto fiscale per imprenditori e liberi professionisti che utilizzano prodotti da riciclo o da riuso. Il bonus vale sia per prodotti finiti che per materie prime ma anche per semi lavorati. E’ una delle novità contenute nel decreto Crescita. Vediamolo più da vicino.

Bonus fiscale riuso e riciclo: requisiti e credito

Possono avere accesso al bonus fiscale del 25% su prodotti di riuso e riciclo lavoratori autonomi e imprenditori che acquistano compost o semilavorati e prodotti finiti che, almeno per il 75 per cento derivino da sistemi di riciclaggio di rifiuti e di rottami.

Il credito di imposta, pari al 25% del costo di acquisto, può essere riconosciuto fino ad un importo massimo annuale di 10 mila euro per ogni richiedente (2.500 euro annui è la somma massima che si può portare in detrazione). Il bonus, inoltre, ha un tetto massimo di 10 milioni di euro per l’anno 2020. Altra condizione attualmente prevista per avere diritto al bonus pieno è che i beni agevolabili siano utilizzati nell’esercizio dell’attività economica o professionale. In caso contrario si può ottenere il credito di imposta parzialmente (fino a un importo massimo annuale di 5 mila euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo annuo di 10 milioni di euro per l’anno 2020). In quest’ipotesi sarà il venditore ad anticipare il bonus per il beneficiario che, quindi, otterrà uno sconto immediato sul prezzo di acquisto.

Ma da quando sarà attivo il bonus fiscale riuso e riciclo? Per l’attuazione manca un decreto del ministro dell’Ambiente in accordo con i ministri dell’Economia e dello Sviluppo economico da adottare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del Dl Crescita. Obiettivo del decreto sarà anche quello di definire i requisiti tecnici e le certificazioni che servono a comprovare la natura e il tipo di materie e prodotti oggetto di agevolazione ma anche i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione dei crediti d’imposta.

I crediti di imposta dovranno essere indicati nel modello F24: non concorrono alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive e si possono godere solo in compensazione.

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