Sconti & bonus fiscali: obbligo di motivazione entro 30 gg

Lo prevedono le lettere che le Entrate stanno inviando ai contribuenti beneficiari di agevolazioni e detrazioni, altrimenti scattano sanzioni e si diventa evasori

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Lo prevedono le lettere che le Entrate stanno inviando ai contribuenti beneficiari di agevolazioni e detrazioni, altrimenti scattano sanzioni e si diventa evasori

Nelle ultime settimane ad alcuni contribuenti italiani stanno giungendo delle lettere inviate dall’Agenzia delle entrate in cui viene chiesto di motivare le detrazioni fiscali ricevute con le dichiarazioni dei redditi degli anni di imposta precedenti.


Invio della documentazione entro 30 gg

Nelle lettere in questione si chiede ai contribuenti di turno di trasmettere nel tempo massimo di 30 giorni, tutta la documentazione delle spese per cui si è beneficiato di sconti e detrazioni dal punto di vista fiscale, nelle passate denunce dei redditi.


Sforamento dei tempi: può accadere?

Se si sforano i 30 giorni previsti, può anche accadere che scattano sanzioni, interessi di mora e chi più ne ha ne metta, considerando che di mezzo c’è Equitalia, la società di riscossione, oggetto di tante attenzioni negli ultimi tempi. La possibilità, non tanto eventuale, di sforare coi tempi deriva dal fatto che la documentazione che viene richiesta riguarda, nella maggior parte dei casi, materiale datato di anni, anche del triennio 2008/2010 che i contribuenti possono aver dimenticato in qualche cassetto o nello studio del commercialista (che in questo ultimo periodo appare oberato di lavoro tra scadenze del mese di maggio e giugno e nuove tasse rompicapo, vedi Imu!). Altra possibile causa di un eventuale sforamento dei tempi e quindi dell’applicazione di sanzioni ecc, deriva dal fatto che le lettere sono state inviate con posta ordinaria e non via raccomandata e come tale non vi è alcun riscontro sulla data di consegna.


Sforamento dei tempi: le conseguenze

Superando i tempi indicati senza poter esibire la documentazione comprovante la legittimità della fruizione delle detrazioni fiscali, si diventa evasori e le somme ricevute e godute dovranno essere restituite.


Il comunicato sibillino delle Entrate

Tali lettere hanno creato un bel po’ di confusione e l’Agenzia tenta, invano, di placare gli animi con un comunicato stampa in cui stabilisce proprio che in relazione alle notizie di stampa secondo cui la stessa Agenzia guidata da Attilio Befera, sta effettuando dei controlli massivi sulle dichiarazioni dei contribuenti, si precisa che si tratta dei consueti controlli sugli oneri dedotti e sulle detrazioni di imposta che riguardano circa il 4% delle dichiarazioni delle persone fisiche. Una parte dei controlli consiste nella richiesta di documenti che servono a verificare che le spese che danno diritto a detrazioni o deduzioni fiscali (spese sanitarie, mutui, ristrutturazioni edilizie etc.) siano state effettivamente sostenute e correttamente indicate in dichiarazione. Questa attività di riscontro, assolutamente di routine, precisano le Entrate, è eseguita per norma entro il secondo anno successivo alla presentazione della dichiarazione. Nella richiesta è indicato il termine di 30 giorni per presentare la documentazione che decorre dalla data di ricevimento della lettera da parte del contribuente. A quest’ultimo riguardo non sono richieste particolari formalità di prova.

 

 

Un nuovo problema per i contribuenti sbadati

Un comunicato in realtà che non risolve un granché ma sarà in ogni caso una bella gatta da pelare per quei contribuenti sbadati che hanno effettuato ad esempio lavori di ristrutturazione edilizia per cui si prevede uno sconto Irpef al 36% e non hanno conservato i documenti necessari come  le abilitazioni amministrative (concessioni, autorizzazioni o comunicazioni di inizio lavori), se previste, la domanda di accatastamento per gli immobili non censiti, le ricevute dell’Ici, se dovuta, la delibera assembleare e tabella con ripartizione delle spese in base ai millesimi, in caso di lavori concernenti parti comuni di edifici, la dichiarazione di consenso ai lavori da parte del possessore dell’immobile, se effettuati dal detentore diverso dai familiari conviventi, la comunicazione alla Asl, se prevista dalla legge per la sicurezza dei cantieri, le fatture e/o ricevute delle spese sostenute e le ricevute dei bonifici di pagamento.


Il consiglio: conservare con cura tutti i documenti

Nessun problema invece sussisterà per il contribuente preciso e ordinato che conserva con cura tutta la documentazione fiscale in suo possesso. E il consiglio è proprio questo: conservare tutti i documenti, le lettere, notifiche ma anche le bollette con il riepilogo dei costi, in maniera ordinata e precisa. Il Fisco vede sempre lungo e come tale è meglio non farsi cogliere impreparati.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Bonus e detrazioni