Sciopero Taxi: bufera dopo l'emendamento al dl Milleproroghe

Sciopero taxi dopo emendamento al dl Milleproroghe: proteste in piazza per i tassisti e intanto Uber triplica le tariffe.

C. L.

taxi

Il nuovo emendamento al dl Milleproroghe relativo ai Taxi sta letteralmente scatenando una bufera nel settore. La senatrice Linda Lanzillotta ha proposto la modifica riguardante il nuovo slittamento, fino al 31 dicembre 2017, all’entrata in vigore delle misure che restringono i servizi di noleggio con conducente, ossia le norme che regolano l’attività di noleggio omologandola a quella dei taxi.

Bufera per l’emendamento

L’emendamento è una chiara conseguenza del testo approvato dal Governo e ne specifica i termini. In sintesi è prevista una proroga, al 31 dicembre 2017, della scadenza per l’emissione del decreto del Ministero delle infrastrutture contro l’esercizio abusivo del servizio taxi e del servizio di noleggio con conducente. Lo stesso decreto avrebbe il compito di sistemare l’attività di programmazione e pianificazione regionale per ottenere le autorizzazioni da parte dei Comuni. La modifica, in sostanza, ha prorogato fino a fine anno, l’entrata in vigore del divieto di sosta in posteggio di stazionamento per il servizio di noleggio con conducente.

Tutto ciò ha portato ad una grande protesta dei tassisti che hanno scioperato creando non poco caos per chi doveva prendere un taxi nelle grandi città. Ad approfittarne sono stati i competitor Uber, proprio coloro a cui sono rivolte le proteste dei tassisti, che per una corsa fino all’aeroporto di Fiumicino, ad esempio, hanno chiesto fino a 138 euro e per raggiungere Malpensa fino a 463 euro. Si tratta, secondo i responsabili dell’app Uber, della tariffa dinamica, per cui a fronte di una maggiore richiesta di vetture aumentano i prezzi della corsa. Gli scioperi hanno interessato le maggiori città italiane, in particolare Roma e Milano, dove le proteste non sono ancora finite.

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