Sciopero medici contro la riforma della Sanità: prestazioni a rischio

Contro la riforma della Sanità, che renderà molte prestazioni a pagamento, i medici preannunciano uno sciopero: ecco le modalità, gli esami a rischio e i tempi

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Contro la riforma della Sanità, che renderà molte prestazioni a pagamento, i medici preannunciano uno sciopero: ecco le modalità, gli esami a rischio e i tempi

Il decreto di riforma della Sanità non incontra il favore dei medici, pronti allo sciopero. Che cosa cambierebbe con le nuove regole e perché i medici stanno valutando di incrociare le braccia per protesta? Capirlo è importante per avere un’idea propria sulla riforma. Alla base della protesta dei camici bianchi che limita il numero delle visite prescrivibili a carico della Sanità pubblica e minaccia anche multe per i medici. Nelle 208 prestazioni mediche nel mirino della riforma rientrano cure odontoiatriche (estrazione e ricostruzione dei denti), esami radiologici (risonanze e tomografie), test di laboratorio come l’esame del colesterolo, visite di medicina nucleare ed esami di genetica. Prescrizioni: ecco la lista degli esami che diventano a pagamento  

Elenco esami prescrivibili: le ragioni del governo e quelle dei medici

Secondo il governo le nuove disposizioni non servono solo a tagliare i costi della Sanità ma anche a frenare gli abusi dei medici per la prescrizione di esami inutili. La riforma quindi, nelle intenzioni, dovrebbe essere un attacco alla medicina difensiva. Ma per i medici coinvolti le cose stanno diversamente: i dottori sarebbero costretti ogni volta a consultare la lista degli esami erogabili (scelti da uno Stato che evidentemente si sostituisce alle loro competenze) per non rischiare cause facili. Contro il rischio di una privatizzazione della sanità, che spingerebbe i cittadini a fare un’assicurazione privata sul modello anglosassone e statunitense, è nell’aria a breve uno sciopero dei medici che si andrà ad unire al calendario già folto di mobilitazioni per il mese di ottobre. Costantino Troise, segretario dell’Anaao, il maggior sindacato dei medici dirigenti, ha spiegato che “è già in atto una mobilitazione che potrebbe portare anche a uno sciopero di tutto il mondo della sanità italiana”. Contrari anche Fp-Cgil e Federazione dei medici di famiglia Fimmg. La segretaria nazionale Mirella Triozzi ha parlato di una black list che rischia di minare il rapporto di fiducia con i pazienti e la credibilità del professionista. Anche il segretario Fp-Cgil Medici Massimo Cozza ha posto l’accento sulle conseguenze sul rapporto medico-pazienti. La Lorenzin dal canto suo ha respinto le accuse di “caccia al medico” spiegando che “la sanzione scatta sulla parte accessoria dello stipendio dopo un contraddittorio, ma non parliamo di un singolo caso di errore, ma dopo una serie di casistiche che non sono dimostrabili” e facendo appello ai protocolli decisi dalle società scientifiche e rivisti da Consiglio Superiore di Sanità che permettono di stabilire “come e quando fare esami”.

Sciopero medici: cittadini al fianco dei camici bianchi

E questa volta anche i pazienti sembrano essere d’accordo con i medici tanto che diverse associazioni di cittadini si sono dette pronte a schierarsi con i professionisti nel caso di sciopero. Tonino Aceti, portavoce del Tribunale dei Diritti del Malato ha riassunto il pensiero di molti dicendo che “contro la prospettiva di un medico trasformato in funzionario è necessario confrontarsi per azioni comuni”.

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Argomenti: Scioperi

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