Scelta guidata alla pensione 2022: fai il test per scoprire quale strada prendere

Confuso dalle proposte sulla pensione per il 2022? Ecco come sbrogliare la matassa

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Confuso dalle proposte sulla pensione per il 2022? Ecco come sbrogliare la matassa

Ricordate le vecchie storie al bivio dei fumetti? Ecco la strada per la pensione sembra ormai snodarsi in questo modo, tra un groviglio di norme e tentativi di riforma che rischiano di confondere i lavoratori prossimi alla pensione. Che cosa succederà nel 2022 dopo la fine di Quota 100? Come andremo in pensione? In questo articolo vi proponiamo una sorta di scelta guidata, un test passo passo per capire quale domanda di pensione fare nel 2022 in base all’età e al montante contributivo accumulato. Vuoi sapere come andrai in pensione e se puoi accedervi il prossimo anno? Continua a leggere e scopri quali domande dovresti farti?

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Una delle poche certezze sul fronte pensioni 2022 è il superamento di Quota 100. La misura finirà il suo corso il 31 dicembre 2021: la possibilità di uscita resterà solo per chi ha cristallizzato i requisiti entro fine anno dunque.

Per 23 categorie di lavoratori è richiesto un solo anno in più: si perché APE Social nel 2022 è stata confermata ma anche ampliata.

Serve però un montante contributivo minimo di 36 anni. È fissato un importo massimo di 1.500 euro che sarà riconosciuto fino al raggiungimento dell’età pensionabile a chi ha svolto mansioni gravose per 6 degli ultimi 7 anni o 7 degli ultimi 10 anni.

Per la Quota 102 invece servono due anni in più: l’età anagrafica minima è di 64 anni, a fronte di 38 di contributi. E questa misura sarà valida solo per le pensioni 2022, come tampone per evitare il passaggio brusco ma inevitabile alla Fornero.

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Il genere può fare la differenza. Le donne, infatti, possono andare in pensione prima dei 60 anni.

Non tutte però: Opzione Donna 2022 è stata confermata ma sono previsti alcuni requisiti, pena l’esclusione.

Prima di tutto il meccanismo di pensionamento è riservato esclusivamente alle lavoratrici iscritte all’Assicurazione generale obbligatoria (Ago), ed ai fondi ad essa sostitutivi od esclusivi (dipendenti del comparto privato, pubblica amministrazione e lavoratrici autonome) che contano contributi alla data del 31 dicembre 1995.

Per accedere a opzione donna occorre possedere determinati requisiti, sia anagrafici che contributivi. In particolare la soglia minima di versamenti è univoca: ossia 35 anni per tutte. Diversamente, l’età anagrafica si diversifica in relazione alla categoria di appartenenza della lavoratrice. E’ richiesta:

  • un’età pari o superiore a 58 anni, per lavoratrici dipendenti;
  • un’età pari o superiore a 59 anni, per lavoratrici autonome.

Dopo i rumors iniziali di innalzamento dell’età minima per accedere all’opzione donna (si pensava a 60 anni per le dipendenti e 61 per le autonome) la riunione sulla Manovra di bilancio 2022, tenutasi ad inizio novembre a Palazzo Chigi, ha confermato che gli anni resteranno gli stessi: cioè 58 anni di età per le donne dipendenti e 59 per le lavoratrici autonome.

Attenzione però perché questi requisiti devono essere perfezionati entro il 31 dicembre 2021.

Da sapere anche che Opzione Donna ha un costo: il calcolo contributivo della pensione, infatti, comporta una penalizzazione sull’importo mensile.

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Da ultimo potrebbe essere utile focalizzarsi sui contributivi, se questi sono molto consistenti rispetto all’età. In attesa di conoscere il destino Quota 41, anche alla luce delle nuove proposte presentate dalla Lega, ricordiamo che la riforma non andrà a toccare la pensione anticipata ordinaria, quella prevista dalla legge Fornero con 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini (importo ottenuto con calcolo misto).

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Per le pensioni anticipate 2022, quindi, il modo migliore per orientarsi prevede una triplice considerazione basata su età, anni di contributi e genere.

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