Scandalo Volkswagen: come aderire alla class action e quali sono i rimborsi

Altroconsumo prepara la class action contro Volkswagen: dopo lo scandalo emissioni ecco le richieste di rimborso

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Altroconsumo prepara la class action contro Volkswagen: dopo lo scandalo emissioni ecco le richieste di rimborso

Dopo lo scandalo Volkswagen, come era prevedibile, le associazioni di consumatori si stanno muovendo per una class action. Come possono aderire gli automobilisti che hanno acquistato le macchine le cui emissioni sono state truccate? Quali le richieste e i possibili rimborsi che la casa automobilistica tedesca dovrà risarcire? Nelle prossime pagine vedremo su quali richieste si basano le class action delle associazioni di tutela dei consumatori italiani e non solo. Lo scandalo Volkswagen, che rischia di trascinare l’economia tedesca, non poteva non avere effetti anche nella stessa Germania. La Merkel ha promesso il pugno duro e intanto si riforma il sistema tedesco dei diritti dei consumatori per introdurre dal 2016 lo strumento della causa collettiva. Ecco che cosa aspettarsi in merito ai rimborsi: importi e tempi. Leggi anche aggiornamenti sulla class action per l’opzione donna    

Altroconsumo contro Volkswagen: richieste e class action

Sono sei i punti centrali delle richieste di Altroconsumo alla Volkswagen dopo lo scandalo sulle emissioni:

  • Immediata rettifica con comunicazione, mediante ogni adeguato canale di informazione, dei dati relativi alle reali emissioni di NOx di tutti i modelli coinvolti nella condotta illecita denunciata e di ogni altro dato che sia stato misurato e divulgato ricorrendo agli stessi meccanismi di alterazione delle procedure;
  • Immediato stop ad ogni tecnica di alterazione e manipolazione dati e misurazioni;
  • Impegno a non immettere nel mercato nuove automobili aventi caratteristiche non corrispondenti a quelle dichiarate e/o pubblicizzate ai consumatori;
  • Immediata indicazione precisa del numero di automobili già vendute in Italia con installazione del software incriminato, nonché dei modelli e delle versioni coinvolte nello scandalo Volkswagen;
  • Immediata predisposizione a favore di tutti i consumatori che hanno comprato autovetture coinvolte nella condotta illecita in analisi, di idonei rimedi consistenti, quiando possibile, nella modifica del veicolo in modo da renderlo conforme alle caratteristiche dichiarate o nella sua sostituzione con un altro veicolo che risponde effettivamente a tali caratteristiche o ancora nel rimborso del relativo prezzo;
  • Attivazione di una procedura di risarcimento dei consumatori vittime dei danni al centro dello scandalo emissioni Volkswagen.

Altroconsumo ha concesso alla casa automobilistica tedesca quindici giorni di tempo dalla ricezione delle suddette richieste per accogliere i sei punti di cui sopra. In caso contrario, trascorso tale termine,  l’associazione a tutela dei consumatori procederà con la class action. Italia sul piede di guerra quindi: Abusbef e Federconsumatori vanno anche oltre oltre e chiedono “alla Comunità europea che si giunga in maniera celere e determinata alla definizione di una direttiva per la costituzione di una normativa di class action europea”. Anche in Germania le cose si muovono.

Scandalo Volkswagen: class action più facili in Germania dal 2016

Lo scandalo emissioni ha avuto ripercussioni notevoli anche in Germania. La Merkel non ha voluto assolutamente nascondere il caso e anzi ha promesso il pugno duro, probabilmente consapevole di poter sfruttare quanto accaduto per riconquistare consensi dopo il calo connesso alla questione dei profughi siriani. Da Berlino il ministero della Giustizia ha annunciato tramite il quotidiano finanziario Handelsblatt, la volontà di introdurre lo strumento della class action dal 2016, potenziando così gli strumenti a disposizione del consumatore. Nelle sue parole non c’è mai il riferimento diretto al colosso di Wolfsburg ma è chiaro che questa riforma urgente nasce proprio in seguito allo scandalo Volkswagen. Ad oggi infatti in Germania manca uno strumento di tutela collettivo: le “Musterklagen” attraverso le quali ad esempio investitori mal consigliati dalle banche nella gestione di fondi, fanno causa insieme, si ritrovano solo nel settore degli investimenti sui mercati appunto. Oltretutto i requisiti sono limitanti: l’azione collettiva deve essere presentata da un soggetto che abbia già presentato ricorso individuale e contro un danneggiante a carico del quali esistano già almeno 10 procedimenti pendenti per il medesimo illecito.    

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Argomenti: Ricorsi e Contenziosi, Class action

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