Scadenze fiscali, non tutte le tasse sono state sospese: quali sono i prossimi pagamenti

Non tutte le tasse sono state sospese per effetto del decreto cura Italia: gli interventi per far fronte al coronavirus non hanno fatto in tempo a fermare alcuni adempimento. E c'è il caos.

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Non tutte le tasse sono state sospese per effetto del decreto cura Italia: gli interventi per far fronte al coronavirus non hanno fatto in tempo a fermare alcuni adempimento. E c'è il caos.

Attenzione: quando si parla di sospensione dei termini fiscali per il coronavirus, non ci si riferisce a tutte le tasse. Ci sono pagamenti che non sono stati soppressi. E’ bene saperlo onde evitare maggiore confusione su che cosa bisogna pagare e che cosa no.

Scadenze fiscali: aggiornamento del calendario per il coronavirus

Il decreto Cura Italia ha previsto che”dall’8 marzo al 31 maggio 2020 dei termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici degli enti impositori“.

Tra i punti da chiarire del decreto resta, ad esempio, l’avviso bonario sulla Tari. Questo perché la competenza nella gestione spetta ai Comuni. Tuttavia la difficoltà pratica può essere proprio rappresentata dall’impossibilità a convocare il consiglio comunale in questa situazione d’emergenza. Dunque i cittadini che hanno già ricevuto gli avvisi bonari di pagamento della Tari come devono comportarsi? La scadenza sarebbe a fine mese ma, sebbene non scritto, ci si dovrà affidare al buon senso delle amministrazioni locali.

Non è chiaro neppure come sarebbe da interpretare l’attività di contenzioso da parte degli uffici e degli enti impositori: i termini per fare appello sono sospesi anche da parte dei cittadini o solamente dei Comuni?

Da ultimo occorre fare riferimento ai contributi previdenziali già trattenuti in busta paga ai dipendenti prima dell’entrata in vigore della sospensione dell’adempimento. Il mancato versamento comporta la denuncia per reato di appropriazione indebita.

Come ha spiegato l’Inps in una circolare, l’azienda non può mantenere i contributi trattenuti al lavoratore, anche se il relativo versamento è sospeso. Molte aziende non hanno avuto il tempo materiale per sospendere la trattenuta nella busta paga di febbraio quindi devono obbligatoriamente procedere con il versamento, mentre possono godere della sospensione per la contribuzione a carico loro.

La situazione che si determina comporta una disparità di trattamento ma, ad oggi, vista l’emergenza, appare inevitabile. Non ci sono problemi di tempo invece per le trattenute della mensilità di marzo.

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