Scadenza Tari 2019 e novità in arrivo nel 2020

Entro fine anno scade il pagamento della Tari 2019. Come si calcola la tassa sui rifiuti e le novità in arrivo dal prossimo anno.

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Entro fine anno scade il pagamento della Tari 2019. Come si calcola la tassa sui rifiuti e le novità in arrivo dal prossimo anno.

Entro fine anno bisognerà pagare la Tari o versare il saldo se si è già provveduto a pagare un acconto. L’incasso della tassa sui rifiuti solidi urbani non prevede una data di scadenza univoca per tutti, ma dipende da ogni singolo Comune.

Ma cosa è la Tari? E’ la tassa relativa alla raccolta ed allo smaltimento dei rifiuti in Italia applicata dai Comuni. Detta tassa è stata introdotta nel 2014 accorpando le precedenti tasse esistenti nel settore rifiuti-ambiente ovvero: la tariffa di igiene ambientale (TIA), la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU), il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES).

Come si calcola la Tari

Per il calcolo esatto della Tari va quindi presa a riferimento la superficie catastale totale degli immobili che è data dalla somma:

  • della superficie dei vani principali e dei vani accessoria servizio diretto di quelli principali, quali bagni, ripostigli, ingressi, corridoi e simili;
  • della superficie dei vani accessori a servizio indiretto dei vani principali, quali soffitte, cantine e simili, computata nella misura del 50%, qualora comunicanti con i vani di cui al punto precedente; oppure del 25% qualora non comunicanti;
  • della superficie dei balconi, terrazze e simili, di pertinenza esclusiva della singola unità immobiliare, computata nella misura del 30%, qualora comunicanti con i vani principali o accessori.

La tassa si compone di una parte variabile, determinata dal numero degli occupanti, e di una parte fissa, ottenuta moltiplicando la tariffa per la superficie calpestabile. Sono pertanto escluse le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, e le aree comuni condominiali che non sono detenute o occupate in via esclusiva.

Tari, cosa cambia nel 2020

Nel 2020 debutterà la nuova Tassa sui Rifiuti, che sarà calcolata secondo criteri di semplicità e trasparenza per fornire maggiore chiarezza ai contribuenti e renderla più omogenea fra i vari Comuni italiani. A stabilirlo è la delibera n. 303 del 2019 dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) che punta a chiudere il limbo tariffario che domina il settore da anni, con una sorta di anarchia regolamentare.

La nuova Tari dovrà necessariamente tenere conto di alcune variabili e nel bollettino di pagamento dovranno comparire le varie voci che compongono la tassa comunale  e che vanno dalla raccolta e trasporto dei rifiuti alla pulizia delle strade comunali alla gestione tariffaria e allo smaltimento di rifiuti speciali. Il cittadino, insomma, sarà messo al corrente di quanto paga per ogni singola voce nel suo Comune di appartenenza e quanto l’Amministrazione spende per gestire il servizio. Resteranno escluse dalla Tari alcune voci, come la raccolta, trasporto e smaltimento amianto da utenze domestiche; la derattizzazione; la disinfestazione zanzare; lo spazzamento e sgombero della neve; la cancellazione scritte vandaliche; la defissione di manifesti abusivi; la gestione dei servizi igienici pubblici; la gestione del verde pubblico; la manutenzione delle fontane.

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