Sanzioni per indebite compensazioni: il governo allenta la presa

La commissione Finanze alla Camera approva la riduzione delle sanzioni previste per l’indebita compensazione di crediti d’imposta non esistenti.

di , pubblicato il
La commissione Finanze alla Camera approva la riduzione delle sanzioni previste per l’indebita compensazione di crediti d’imposta non esistenti.

Con il nuovo Decreto Fiscale, collegato alla Legge di Bilancio 2020, vengono proposte nuove norme in tema di lotta alle compensazioni fittizie.

In particolare, una delle più controverse proposte è stata quella dell’introduzione di pesanti sanzioni (di circa 1.000 euro) per chiunque avesse utilizzato, in compensazione, crediti d’imposta inesistenti o non spettanti.

Come spiegato dal presidente dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, Pasquale Triddico, tali novità hanno principalmente il compito di fungere da deterrente per chiunque volesse intentare simili pratiche fraudolente.

Con l’approvazione di un recente emendamento in commissione finanza, le sanzioni previste, di fatto, potranno arrivare ad un massimo di 250 euro.

Le sanzioni previste

Le sanzioni per indebite compensazioni, in pratica, vengono ridotte, e non di poco.

Esse al massimo potranno arrivare a 250 euro.

In particolare, sono previsti due tipi di sanzioni:

  • Sanzione proporzionale del 5%, fino a 5 mila euro di crediti non spettanti utilizzati in compensazione;
  • Sanzione, in misura fissa, di 250 euro per le indebite compensazioni superiori a 5 mila.

Leggi anche: “False compensazioni F24: aumenta la stretta del governo, ecco i nuovi controlli

Argomenti: , ,