Salario minimo per tutti, ecco la proposta del ministro Giovannini

Allo studio di un gruppo di lavoro istituito presso il Ministero del lavoro guidato da Enrico Giovannini il salario minimo per chi si trova in difficoltà economica. Vediamo di cosa si tratta

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Allo studio di un gruppo di lavoro istituito presso il Ministero del  lavoro guidato da Enrico Giovannini il salario minimo per chi si trova in difficoltà economica. Vediamo di cosa si tratta

Salario minimo, il sostegno per l’inclusione attiva (Sia) lanciato dal ministro del lavoro, Enrico Giovannini come forma di sostegno al reddito , contro la povertà.

Salario minimo: la proposta di Giovannini

A lanciare l’idea del salario minimo è stato il ministro Giovannini che ha spiegato come il gruppo di studio istituito presso il Dicastero sta attualmente valutando l’attuazione di nuovo strumento di sostegno al reddito che manca nel nostro ordinamento, il salario minimo per le persone in difficoltà economica che si trovano sul territorio nazionale da almeno due anni, quindi aperto anche a cittadini non italiani.

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Salario minimo: di cosa si tratta

Il Sia, il salario minimo nell’intento del gruppo di studio del ministro Giovannini sarà fruibile solo a determinate soglie patrimoniali riferite all’Isee del soggetto fruitore.  Sarà l’Inps che avrà il controllo di ammissibilità e in base alla valutazione della condizione economica, verrà erogato il salario minimo. Comuni e centri per l’impiego saranno i soggetti terzi che dovranno definire le condizioni di accesso al salario minimo.

Le risorse necessarie

Il costo dell’operazione? Si stimano circa 8 miliardi di euro, per circa il 6% delle famiglie italiane. Quindi il problema ancor a una volta è la copertura finanziaria. Alcune risorse possono essere reperite riordinando le pensioni di guerra indirette, introducendo un contributo di solidarietà d sulle pensioni più alte (ma qua si dovrà tenere a mente la recente bocciatura da parte della Consulta del ticket sulle pensioni d’oro, si rinvia al nostro articolo “Pensioni d’oro”, la Consulta le salva. Il contributo di solidarietà dichiarato prelievo illegittimo.)

Assegno familiare e social card: cambiamenti in arrivo?

Non si conoscono ancora i profili del salario minimo, chi potrà fruirne e come, perché la proposta è ancora in fase embrionale ma certo è che se verrà realizzata si inserirà di diritto nel novero degli strumenti di sostegno al reddito del nostro ordinamento.

Tra questi strumenti troviamo l’assegno familiare per cui ci pensa anche all’introduzione dell’assegno unico per i figli in sostituzione delle detrazioni per familiari a carico e dell’assegno al nucleo familiare superando il problema dell’incapienza che caratterizza i programmi vigenti. Potrebbe anche cambiare la disciplina della social card, oltre a rendere a regime quella sperimentale ( si veda l nostro articolo Social card 2013, arriva la carta acquisti sperimentale), potrebbe essere riformulati i criteri di accesso alla social card, meno selettivi.

In ogni caso il salario minimo, se dovesse realizzarsi, andrebbe a colmare un vuoto rilevante nel nostro ordinamento che ci differenzia dal resto dei paesi europei e in un omento di grave recessione economica come quello attuale sarebbe di certo molto importante. 

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