Salario minimo, 9 euro o no: accordo vicino e possibili conseguenze

Accordo vicino per il salario minimo, si attende l'incontro del 20 febbraio.

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Accordo vicino per il salario minimo, si attende l'incontro del 20 febbraio.

Accordo vicino sul salario minimo. Ad annunciarlo la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, che ha parlato di passi avanti sulla soglia minima di retribuzione ma non sui 9 euro attesi. 

Soglia minima 7-8 euro

I 9 euro lordi paventati all’inizio però potrebbero non essere più tali, piuttosto, come scrive anche Il Sole 24 Ore, la soglia minima dovrebbe essere di 7-8 euro. La cifra presa come riferimento, infatti, sarebbe in linea con la media dei maggiori paesi europei, senza contare la Germania, considerando che i salari minimi nei paesi Ocse sono compresi tra il 40 e 60% del salario mediano ossia tra i 5 e 7 euro nel nostro paese. La ministra, intanto, ha chiarito che l’orientamento è quello di confermare quanto già prospettato nella mia proposta originaria, dando validità erga omnes alla parte salariale dei contratti collettivi nazionali di lavoro maggiormente rappresentativi e al contempo definendo un parametro certo e oggettivo sotto al quale la paga oraria minima non potrà scendere”. Se ne saprà di più durante l’incontro in programma il 20 febbraio. 

La posizione di Confindustria e sindacati

Non tutti sembrano essere d’accordo sul salario minimo. I sindacati  spingono più sul rispetto dei contratti nazionali, anche Confindustria è orientata a maggiori controlli per il rispetto dei contratti di lavoro piuttosto che fissare il salario minimo a 9 euro, una cifra che potrebbe essere insostenibile per le piccole e medie imprese. Per Annamaria Furlan della Cisl, c’è il rischio di sfondare al ribasso e dunque penalizzare migliaia di lavoratori. Una posizione a cui si oppone anche Rifondazione comunista, che in una nota ha parlato di “salari da fame italiani” in riferimento alla proposta di abbassarlo a 7,5-8 euro lordi.

Mentre Usb ha ribadito che il “minimo di legge sarà talmente basso che l’INPS ha calcolato in più di 5 milioni i lavoratori poveri di questo paese”.

Va ricordato che il 22% dei lavoratori ha retribuzioni inferiori ai 9 euro, soprattutto donne, under 35, lavoratori del Sud e lavoratori del settore artigianale e del terziario.

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