Ruffini alla Camera: ecco quali sono le priorità fiscali da attuare utilizzando il Recovery Fund

Nell’audizione di ieri alla Camera, il Direttore dell’ADE, Ernesto Maria Ruffini, ha illustrato le priorità fiscali del nostro Paese. Vediamo meglio di cosa si tratta.

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Nell’audizione di ieri alla Camera, il Direttore dell’ADE, Ernesto Maria Ruffini, ha illustrato le priorità fiscali del nostro Paese. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, nell’audizione di ieri alla Camera, ha illustrato le priorità fiscali del nostro Paese che potrebbero essere attuate utilizzando lo strumento del Recovery Fund.

Far i tanti temi:

  • digitalizzazione;
  • lotta all’evasione;
  • pagamenti elettronici;
  • potenziare gli strumenti di controllo dell’amministrazione finanziaria;
  • lavoro agile.

Potenziare la fruizione dei servizi telematici

Per Ruggini il principale canale di fruizione dei servizi fiscali deve essere quello telematico.

Proprio i cambiamenti “digitali” intervenuti negli ultimi anni, come ad esempio: il 730 precompilato, la fatturazione elettronica, corrispettivi telematici, hanno determinato un rinnovamento significativo dell’Amministrazione finanziaria, cambiando il rapporto tra Fisco e cittadini.

Sempre in tema di digitalizzazione, bisogna incoraggiare l’utilizzo di strumenti elettronici di pagamento, “sistemi evoluti di incasso, attraverso carte di debito e di credito e altre forme di pagamento elettronico, dei corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi”.

Lavoro agile anche per le amministrazioni finanziarie

Ulteriori investimenti potrebbero andare anche in un altro senso: se si favorisse l’utilizzo di strumenti elettronici e si rendesse più semplice l’accesso telematico al patrimonio informativo attualmente disponibile, il processo innovativo e digitale della Pa potrebbe interessare anche lo svolgimento della prestazione lavorativa, da parte dei dipendenti dell’Agenzia, in modalità “agile”.

Riforma dell’Irpef

Infine, tra le più innovative proposte fatte da Ruffini, si è parlato anche della riforma dell’Irpef e, in particolare, della sua modalità di determinazione da parte degli operatori economici titolari di partita Iva, che porterebbe al superamento dell’attuale versamento dell’imposta con il sistema degli acconti (pagati in due rate) e del saldo.

Si pensa ad un sistema di tassazione per cassa con il versamento delle imposte mese per mese sulla base di quanto si incassa effettivamente e al netto di quanto si spende per svolgere la propria attività, favorendo così gli investimenti in beni strumentali, i cui costi potrebbero essere subito dedotti dal reddito.

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