Rottamazione-ter: quali conseguenze per chi non ha pagato entro il 5 ottobre?

Ieri 5 ottobre, scadeva il termine in proroga entro cui pagare la rata di luglio 2020 della rottamazione-ter. Ecco le conseguenze per chi non ha versato

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Pignoramento e rottamazione cartelle 2018

Ieri 5 ottobre scadeva il termine entro cui pagare la rata di luglio 2020 della rottamazione-ter. I vari decreti emergenziali adottati dal Governo durante la pandemia da Covid-19, avevano spostato di volta in volta le scadenze della rottamazione-ter. Da ultimo il decreto Sostegni-bis.

Ecco quali sono le conseguenze per chi non ha pagato ieri.

La scadenze della rottamazione-ter post Covid-19

Per i contribuenti in regola con il pagamento delle rate 2019 della rottamazione-ter, il mancato, insufficiente o tardivo versamento di quelle in scadenza per l’anno 2020 non determina la perdita dei benefici della “Rottamazione-ter”, se le stesse verranno integralmente corrisposte entro il:

  • 31 luglio 2021, per la rata in scadenza il 28 febbraio 2020;
  • 31 agosto 2021, per la rata in scadenza il 31 maggio 2020;
  • 30 settembre 2021, per la rata in scadenza il 31 luglio 2020;
  • 31 ottobre 2021, per la rata in scadenza il 30 novembre 2020.

A tali scadenze si applicano 5 giorni di tolleranza.

Dunque, entro ieri 5 ottobre, doveva essere pagata la rata di luglio 2020.

Ad ogni modo, una dettagliata indicazione delle scadenze originarie della rottamazione-ter, può essere ricavata dal nostro approfondimento Rottamazione-ter e saldo e stralcio: proroga anche per le rate 2021.

Quali conseguenze per chi non ha rispettato la scadenza del 5 ottobre?

Il contribuente non ha rispettato la scadenza del 5 ottobre o ha effettuato un versamento inferiore rispetto a quello dovuto in base al piano di rateazione originario, decade dalla rottamazione-ter o dal saldo e stralcio. Infatti, la scadenza del 5 ottobre riguardava anche la rata del saldo e stralcio, ex legge 145/2018, con scadenza originaria al 31 luglio 2020.

Una volta che il contribuente non ha pagato la rottamazione-ter può richiedere una rateazione ordinaria per il residuo ancora dovuto? 

La risposta è negativa.

Infatti, in base alle previsioni di cui al D.

L. 119/2018, art.3 comma 14, in caso di mancato ovvero di insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata ovvero di una di quelle in cui e’ stato dilazionato il pagamento del dovuto, la definizione non produce effetti. Riprendono a decorrere i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi oggetto di adesione alla rottamazione:

  • i versamenti effettuati sono acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto a seguito dell’affidamento del carico e non determinano l’estinzione del debito residuo, di cui l’agente della riscossione prosegue l’attivita’ di recupero;
  • il pagamento non puo’ essere rateizzato ai sensi dell’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.

Dunque, il contribuente non potrà richiedere una rateazione ordinaria per pagare il residuo del debito per il quale inizialmente era stato ammesso alla rottamazione-ter. Il pagamento deve essere effettuato in unica soluzione. Senza gli abbattimenti previsti dalla rottamazione-ter.

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