Rottamazione-quater. Ecco quando serve l’adesione ma non si deve pagare nulla

In alcuni casi, il contribuente aderisce alla sanatoria della cartelle ma non deve pagare nulla, tutto dipende dal tipo di debito contenuto nella cartella

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Rottamazione-quater gratis. Non stiamo dicendo un’eresia, in alcuni casi, considerato lo sconto riservato a chi decide di aderire alla nuova sanatorie delle cartelle, sarà possibile chiudere le pendenze con il Fisco senza togliere un euro.

Questa non è una novità della rottamazione 2023 ma tale considerazione valeva anche rispetto alle precedenti sanatorie. Attenzione però a monte bisogna sempre vedere se il debito riportato nella cartella sia da ricondurre a sanzioni amministrative o tributarie.

In particolare, per le sanzioni amministrative, comprese le multe stradali, diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali, la sanatoria permette di risparmiare solo sugli interessi e sulle somme maturate a titolo di aggio. Infatti, tale due voci  non devono essere pagate. Al contrario, per le sanzioni irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali), la sanatoria si applica su tutto il carico.

Di conseguenza, laddove la cartella contiene solo debiti relativi a sanzioni tributarie, il contribuente non dovrà versare nulla.

Tuttavia, c’è un adempimento che deve essere comunque effettuato.

Rottamazione-quater

Innanzitutto, individuiamo qual è il risparmio riservato a chi decide di aderire alla rottamazione-quater, ex Legge 197/2022, Legge di bilancio 2023.

Aderendo alla rottamazione-quater, il contribuente è tenuto a pagare:

  • il capitale ossia l’imposta (o la tassa o il tributo indicato nella cartella);
  • le spese di rimborso per le procedure esecutive;
  • le spese di notifica della cartella di pagamento;
  • gli interessi di dilazione al 2% in caso di richiesta di rateazione delle somme dovute in seguito alla sanatoria.

Sugli interessi di dilazione, il totale dovuto ai fini della sanatoria, può essere pagato: in un’unica soluzione, entro il 31 luglio 2023; oppure, in un numero massimo di 18 rate (5 anni), di cui le prime due con scadenza il 31 luglio e il 30 novembre 2023.

Le restanti 16 rate, ripartite nei successivi 4 anni, andranno saldate il: 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2024. La prima e la seconda rata saranno pari al 10% delle somme complessivamente dovute, le restanti rate invece di pari importo.

A ogni modo, non devono essere versate: le sanzioni collegate alla maggiore imposta dovuta nella cartella; gli interessi anche riferiti alla ritardata iscrizione a ruolo; le somme aggiuntive ai crediti previdenziali (art.27, D. Lgs. 46/99); l’aggio della riscossione.

Rispetto alla precedenti sanatorie, colui che aderisce, risparmia anche sugli interessi per ritardata iscrizione a ruolo nonché sull’aggio della riscossione che per le precedenti rottamazioni era calcolato su imposta e interessi da ritardata iscrizione a ruolo.

Per aderire alla Definizione agevolata, entro il 30 aprile 2023, il contribuente deve presentare la domanda esclusivamente in via telematica. A oggi, il modello di domanda non è stato ancora pubblicato.  L’approvazione dovrebbe arrivare entro domani.

Quando la rottamazione-quater è gratis?

Partiamo dall’assunto in base al quale, non possono essere oggetto di sanatoria i debiti relativi a:

  • recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dall’Unione Europea;
  • crediti derivanti da condanne pronunciate dalla Corte dei conti;
  • multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • debiti relativi alle “risorse proprie tradizionali” dell’Unione Europea e all’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione.

Per quanto riguarda i debiti verso gli enti di previdenza privati, la Legge n. 197/2022 prevede che tali carichi possano rientrare nella Definizione agevolata solo con apposita delibera pubblicata sul sito internet dello specifico ente, entro il 31 gennaio 2023. Tale delibera deve comunicata entro la stessa data ad Agenzia delle entrate-Riscossione mediante posta elettronica certificata (pec).

La novità

Con la rottamazione-quater, c’è una grossa novità; infatti possono essere oggetto di sanatoria anche i debiti relativi a sanzioni amministrative, comprese quelle per violazioni del codice della strada, diverse da quelle irrogate:

  • per violazioni tributarie;
  • per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali.

In tali casi, la sanatoria permette di risparmiare solo sugli interessi e e somme maturate a titolo di aggio. Al contrario, se il debito contenuto nella cartella riguarda solo sanzioni di carattere amministrativo-tributarie, la sanatoria permette di chiudere il debito senza versare nulla. Dunque, in tali casi la rottamazione-quater è gratis.

Attenzione però, in questi casi, il contribuente dovrà comunque manifestare la sua volontà di aderire alla sanatoria, presentando domanda entro il prossimo 30 aprile 2023.

Ad esempio, rientra in tale casistica, ossia “rottamazione gratis” colui che ha ricevuto un cartella relativa alla sanzione per dichiarazione dei redditi tardiva; dunque, il contribuente ha presentato la dichiarazione dei redditi in ritardo, comunque entro 90 gg dal termine ordinario, ma non ha versato la sanzione di 250 euro di cui all’articolo 1, comma 1, del D.lgs. n. 471 del 1997 (la sanzione poteva essere ridotta in ravvedimento).

In tale caso, il contribuente dovrà comunque presentare istanza di definizione agevolata.

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