Rivalsa Iva: l’imposta non è recuperabile se il cliente rifiuta la fattura

Con una recente risposta dell’Agenzia delle Entrate ad un interpello di un contribuente, vengono chiarite alcune criticità inerenti la rivalsa dell’IVA.

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Con la risposta n. 500 dell’Agenzia delle Entrate a un interpello di un contribuente, avente ad oggetto “Interpello  articolo  11,  comma  1,  lett.  a),  legge  27  luglio  2000,  n.212  Iva addebitata a titolo di rivalsa e non incassata” viene chiarito, sostanzialmente, che in caso di mancato pagamento della fattura del cliente, non è possibile recuperare gli importi addebitati a titolo di rivalsa.

L’oggetto d’interpello

La questione riguarda un contribuente che, dopo aver sbagliato l’emissione di una fattura, ne emetta una nuova, la quale viene rifiutata dal cliente.

Secondo la risposta dell’ADE, in questo caso, l’imposta non è recuperabile.

Nel dettaglio viene sostenuto quanto segue:

Conseguentemente, la possibilità di recuperare l’Iva, correttamente versata all’erario dall’istante in seguito ad emissione delle nuove fatture ed addebitata a titolo di rivalsa, ma non versata dal committente, non trova soluzione nel sistema fiscale (…) Ciò in quanto, in base all’articolo 17, comma 1, del d.P.R. n. 633 del 1972, in materia di Iva il rapporto tributario pubblicistico, sia per quanto riguarda la debenza che per quanto concerne la misura dell’imposta, si instaura esclusivamente tra il cedente/prestatore – unico soggetto passivo dell’imposta – e l’Amministrazione finanziaria”. 

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