Lavori di ristrutturazione: se si dimentica di metterli in dichiarazione dei redditi

E' possibile presentare una dichiarazione integrativa oppure una richiesta di rimborso all'Agenzia delle entrate.

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Il contribuente può dimenticare di inserire in dichiarazione dei redditi la 1° rata della detrazione spettante per lavori di ristrutturazione.

 

Ciò non comporta la perdita della detrazione. Infatti è possibile sia presentare una dichiarazione dei redditi integrativa sia una richiesta di rimborso all’Agenzia delle entrate.

 

Noi di investire oggi ti spieghiamo come fare a recuperare la 1° rata della detrazione che hai omesso di riportare nella prima dichiarazione dei redditi utile.

La detrazione per lavori di ristrutturazione

La detrazione per lavori di ristrutturazione, art.16-bis del DPR 917/86, TUIR, è pari al 50% su una spesa massima di 96.000 euro.

 

In particolare, sono agevolati gli interventi di elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001:

 

 

Come da guida dell’Agenzia delle entrate,

gli interventi devono essere effettuati su immobili residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze.
Non sono ammessi al beneficio fiscale delle detrazioni gli interventi di manutenzione ordinaria (spettanti solo per i lavori condominiali), a meno che non facciano parte di un intervento più vasto di ristrutturazione.

Ad esempio, in riferimento alle singole unità immobiliari, sono agevolati i seguenti lavori:

 

  • rifacimento delle scale interne ed esterne;
  • allargamenti di porte e finestre;
  • rifacimento dei balconi,
  • l’eliminazione delle barriere architettoniche;
  • la realizzazione dei muri di cinta;
  • ecc.

 

La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo.

 

Dunque, se sostengo una spesa di 20.000 euro, avrò diritto ad una detrazione di 10.000 euro. Da suddividere in 10 quote annuali di pari importo.

 

Di conseguenza, scaricherò dalle tasse 1.000 euro euro ma solo fino a concorrenza dell’Irpef dovuta in quello specifico anno.

 

La parte in eccesso la perdo e non posso chiederla a rimborso nè riportarla negli anni successivi.

 

La detrazione spetta anche agli eredi del contribuente deceduto.

L’indicazione nella dichiarazione dei redditi

Per beneficiare della detrazione è necessario inserirla in dichiarazione.

 

Anno per anno riporto la singola quota di detrazione.

 

L’indicazione avviene:

 

  • nel quadro E del modello 730 o
  • nel quadro RP del modello Redditi.

La documentazione da conservare

Coloro che inseriscono la detrazione in dichiarazione devono conservare la documentazione che giustifica la detrazione.

 

Infatti, oltre alla ricevuta del bonifico, vanno conservate le fatture relative alle spese effettuate per la realizzazione dei lavori di ristrutturazione.

 

Il riferimento è ai documenti indicati  nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 2 novembre 2011.

 

Inoltre, il contribuente deve essere in possesso di:

 

  • domanda di accatastamento, se l’immobile non è ancora censito;
  • ricevute di pagamento dell’imposta comunale (Imu), se dovuta;
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese, per gli interventi sulle parti condominiali;
  • dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori del possessore dell’immobile, per gli interventi effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi;
  • abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessioni, autorizzazioni, eccetera) o, se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili.

Ristrutturazione: l’omessa indicazione della 1° rata sanata con dichiarazione integrativa o istanza di rimborso

L’omessa indicazione della 1° rata della detrazione può essere sistemata con una dichiarazione integrativa.

 

L’eventuale credito d’imposta può essere utilizzato in compensazione o richiesto a rimborso.

 

In alternativa, è possibile presentare apposita istanza di rimborso, ai sensi dell’articolo 38 del DpR 602/1973 (paragrafo 2.1.2 della circolare 95/E/2000).

 

Infatti, come da circolare 95/e 2000, nell’ipotesi in cui il contribuente ha eseguito i lavori di ristrutturazione ma non ha presentato la dichiarazione dei redditi ovvero non ha indicato la 1° rata della detrazione,  può usufruire dell’agevolazione relativamente alla 2° rata. Presentando la dichiarazione dei redditi dell’anno di riferimento.

Esempio, ristrutturazione e 1° rata omessa.

Ad esempio, se ho sostenuto una spesa per lavori di ristrutturazione nel 2019 ma nel 730/2020 (periodo d’imposta 2019) mi sono dimenticato di inserire la spesa e di conseguenza la prima rata:

 

  • nel 2021 presenterò il 730/2021 ( periodo d’imposta 2020)
  • indicando la 2° rata.

Detto ciò sulla seconda rata, come posso recuperare la prima rata?

Sulla prima rata due sono le soluzione che si possono percorrere.

 

In primis, è possibile presentare una dichiarazione integrativa.

 

Riprendendo l’esempio precedente, se ho presentato il 730/2020 dimenticando di inserire la 1° rata, posso presentare un modello Redditi integrativo.

 

Nei seguenti termini:

 

  • entro il 30 novembre 2020 (correttiva nei termini);
  • entro il termine previsto per la presentazione del modello UNICO relativo all’anno successivo (dichiarazione integrativa), ancora
  • fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione (dichiarazione integrativa – art. 2 comma 8 del D.P.R. 322 del 1998).

L’eventuale credito d’imposta può essere utilizzato in compensazione o richiesto a rimborso.

 

In alternativa alla dichiarazione, è possibile presentare apposita istanza di rimborso, ai sensi dell’articolo 38 del Dpr 602/1973 (paragrafo 2.1.2 della circolare 95/E/2000).

 

In sintesi, ai fini della detrazione per lavori di ristrutturazione: l’omessa indicazione della 1° rata è sanata con dichiarazione integrativa o con istanza di rimborso.

 

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