Ristori-quater e sanatoria versamenti Irap: c’è tempo fino al 30 aprile 2021

In caso di superamento dei limiti d'aiuto comunitari, entro il 30 aprile si può versare il saldo Irap e la 1° rata di acconto senza sanzioni e interessi.

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In caso di superamento dei limiti d'aiuto comunitari, entro il 30 aprile si può versare il saldo Irap e la  1° rata di acconto senza sanzioni e interessi.

Il Ristori-quater proroga dal 30 novembre 2020 al 30 aprile 2021, il termine entro il quale regolarizzare i versamenti Irap cancellati dal D.L. Rilancio. In pratica,  chi ha beneficiato dell’abbuono del saldo Irap 2019 e del 1° acconto 2020, ma poi si è accorto di aver superato i limiti d’aiuto previsti dalle normativa europee, può pagare l’Irap entro il 30 aprile 2021.

 

Per beneficare della sanatoria IRAP, non sarà necessario versare nè sanzioni nè interessi.

La cancellazione dei versamenti IRAP

Prima di analizzare l’intervento del Ristori-quater sulla sanatoria IRAP, è necessario richiamare le disposizioni che hanno previsto la cancellazione del saldo 2019 e del 1° acconto 2020.

 

L’articolo 24 del D.L. 34/2020, decreto Rilancio, dispone che le imprese, con un volume di ricavi non superiore a 250 milioni, e i lavoratori autonomi, con un corrispondente volume di compensi, non sono tenuti al versamento del saldo dell’IRAP dovuta per il 2019 né della 1° rata dell’acconto dell’IRAP dovuta per il 2020.

 

Rimane fermo l’obbligo di versamento degli acconti per il periodo di imposta 2019 e del 2° acconto 2020 (più eventuale saldo). La disposizione di favore non si applica alle imprese di assicurazione, alle  Amministrazioni pubbliche, agli intermediari finanziari e alle società partecipate.

La cancellazione dei versamenti IRAP: i chiarimenti dell’Agenzia delle entrate

Con la circolare n°27/e 2020, l’Agenzia delle entrate ha fornito specifici chiarimenti sulla cancellazione del saldo Irap 2019 e del 1° acconto 2020.

 

Il 1° acconto è  pari al 40%, dell’acconto dell’Irap dovuta per il 2020, ovvero pari al 50% per i soggetti di cui ai commi 3 e 4 dell’articolo 12-quinquies del Dl n. 34/2020. L’importo corrispondente alla prima rata dell’acconto è comunque escluso dal calcolo dell’imposta da versare a saldo per il 2020.

 

Pertanto, l’esclusione opera fino a concorrenza dell’importo della prima rata calcolato con il metodo storico ovvero, se inferiore, con il metodo previsionale.

 

Sul calcolo del saldo 2020, il contribuente che sceglie il metodo storico deve versare il secondo acconto pari al 60% (ovvero al 50% se applica gli Isa) e l’eventuale saldo da calcolare al netto del primo acconto “figurativo” (pari al 40% ovvero al 50% in caso di Isa) e del secondo acconto corrisposto.

 

Se, invece, utilizza il metodo “previsionale”, è tenuto a versare il secondo acconto pari al 60% (ovvero al 50% se applica gli Isa) dell’imposta complessiva presumibilmente dovuta per il periodo d’imposta 2020 e l’eventuale saldo da determinare al netto del primo acconto “figurativo” e del secondo acconto corrisposto.

Il Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato

L’emergenza economica in essere ancora oggi causa del coronavirus, ha posto la necessità in ambito europeo di rendere più flessibile i regolamenti comunitari che disciplinano i limiti degli aiuti di stato concessi dagli stati membri alle imprese presenti sul proprio territorio.

 

Da qui, l’approvazione da parte della Commissione Europea del c.d.  “Temporary framework for State aid measures to support the economy in the current COVID-19 outbreak – COM 2020/C 91 I/01“.

 

Il riferimento è al c.d “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”.

 

Dunque, il quadro è volto a consentire agli Stati membri di adottare misure di sostegno al tessuto economico in deroga alla disciplina ordinaria sugli aiuti di Stato.

 

Come da relazione illustrativa del D.L. 104/2020, D.L. Agosto,

 

Il Quadro temporaneo, legittima 10 tipologie di aiuti di stato al fine di consentire agli Stati membri di sostenere l’economia nel contesto dell’emergenza del coronavirus. Si tratta di: sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali, pagamenti anticipati, prestiti, garanzie e partecipazioni; garanzie di stato; prestiti pubblici agevolati alle imprese; garanzie per le banche; assicurazioni al credito all’esportazione a breve termine; sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali per ricerca e sviluppo; sovvenzioni dirette, anticipi rimborsabili o agevolazioni fiscali per investimenti in infrastrutture di prova e upscaling ecc.

Cancellazione IRAP e limiti di auto europei

La cancellazione del saldo 2019 e del 1° acconto Irap 2020 si applicano nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”, e successive modifiche.

 

In particolare, la misura rientra nella sezione 3.1 “Agevolazioni fiscali o di pagamenti”.

 

Da qui, la verifica delle condizioni e dei limiti, entro i quali il beneficio configura un aiuto di Stato compatibile con la disciplina europea, va operata con esclusivo riferimento al paragrafo 3.1 del Framework temporaneo comunitario sugli aiuti di Stato (aiuti di importo limitato). Quindi anche con riferimento agli importi massimi ivi indicati.

 

Di conseguenza, il limite max di tutti gli aiuti concedibili alla singola impresa (non solo la cancellazione dell’Irap) e rientranti in questa sezione è pari a 800.00 euro.

 

Inoltre, gli atti del “Quadro temporaneo” possono essere cumulati con gli aiuti previsti dai Regolamenti UE n. 1407/2013 relativo agli aiuti «de minimis»:

 

  • n. 1408/2013 relativo agli aiuti «de minimis» nel settore agricolo,
  • n. 717/2014 relativo agli aiuti «de minimis» nel settore della pesca e dell’acquacoltura,
  • n. 360/2012 relativo agli aiuti di importanza minore («de minimis») concessi ad imprese che forniscono servizi di interesse economico generale.

 

Sempre che siano rispettate le disposizioni e le norme relative al cumulo previste da tali regolamenti.

 

Tali indicazioni le ha fornite l’Agenzia delle entrate con la circolare n° 25/E 2020.

Errata applicazione dell’esclusione: la sanatoria IRAP nel D.L. Agosto

Può capitare che l’impresa che ha beneficiato dell’abbuono Irap si accorga successivamente di aver superato i limiti di aiuto previsti dalla normativa europea (Agevolazioni fiscali+de minimis). Il riferimento è alla già citata Comunicazione della Commissione europea sul ”Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19″.

 

I limitati vanno verificati sommando tutte le agevolazioni ricevute e rientranti:

 

  • nella sezione 3.1 “Agevolazioni fiscali o di pagamenti” del “Quadro temporaneo” e
  • tra quelli de minimis.

 

Da qui,  per quanto riguarda la sospensione del versamento dell’IRAP disposta dal D.L. Rilancio:

 

  • in caso di errata applicazione delle disposizioni relative alla determinazione dei limiti e delle condizioni previsti ”Quadro temporaneo”,
  • l’importo dell’imposta non versata è dovuto entro il 30 novembre 2020 senza applicazioni di sanzioni né interessi.

 

Tale possibilità è riconosciuta dall’art.42-bis del D.L. 104/2020, decreto Agosto.

Ristori-quater: sanatoria IRAP

Il D.L. 157/2020, decreto Ristori-quater, all’art.1 comma 6, interviene proroga dal 30 novembre 2020 al 30 aprile 2021 il termine entro il quale regolarizzare i versamenti IRAP (sanatoria IRAP).

 

Difatti, entro tale data, sarà possibile versare gli importi dovuti senza pagare sanzione e interessi.

 

In pratica,  chi ha beneficiato dell’abbuono del saldo Irap 2019 e del 1° acconto 2020, ma poi si è accorto di aver superato i limiti d’aiuto temporanei previsti dalle normativa europee, può pagare l’Irap entro il 30 aprile 2021.

 

La proroga è necessaria anche per dare più tempo alle imprese interessate di verificare il superano dei limiti europei sopra analizzati.

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