Ristori- quater e contributi a fondo perduto: anche per agenti e rappresentanti di commercio

Il Governo ha approvato il quarto decreto ristori, ampliata la platea dei soggetti che possono richiedere il contributo a fondo perduto.

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Il Governo ha approvato il quarto decreto ristori, ampliata la platea dei soggetti che possono richiedere il contributo a fondo perduto.

 

Il decreto Ristori-quater appena approvato dal Governo amplia la platea dei beneficiari dei contributi a fondo perduto. Vengono ammessi al contributo a fondo perduto anche agenti e rappresentanti di commercio operanti in determinati settori.

 

Ecco in chiaro tutte le novità sui contributi a fondo perduto.

Il contributo a fondo perduto nel decreto Ristori

Il decreto ristori ha ripreso i contributi a fondo perduto del D.L 34/2020, D.L. Rilancio, con l’intento di:

 

  • sostenere gli operatori dei settori economici interessati dalle misure restrittive introdotte con il Dpcm 24 ottobre 2020
  • per contenere la diffusione dell’epidemia Covid-19.

 

Il fondo perduto è riconosciuto a coloro che, alla data del 25 ottobre 2020, hanno la partita IVA attiva e dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’Allegato 1 del Decreto Ristori. Rileva l’allegato 1 come sostituito dal decreto Ristori bis.

 

Il contributo spetta a condizione che:

 

  • l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore
  • ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

 

La platea dei beneficiari include anche le imprese con fatturato maggiore di 5 milioni di euro (con un ristoro pari al 10% del calo del fatturato).
Per i soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo spetta anche in assenza dei requisiti di fatturato.
Il contributo non spetta ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 25 ottobre 2020.

Il decreto Ristori-bis: attenzione per le zone rosse

Con il Dpcm  3 novembre 2020, il Governo ha introdotto limitazioni più stringenti sia sulla libera circolazione delle persone sia sulle attività economiche.

Soprattutto nel settore della ristorazione.

 

In particolare con il DPCM 3 novembre, l’Italia è stata suddivisa in 3 zone  (gialle, arancioni e rosse) a seconda del rischio di diffusione del contagio e di altri parametri. Alle zone rosse corrispondono le massime restrizioni si per le attività economiche sia per la circolazione delle persone.

 

Con l’art.2 del D.L. 149/2020, decreto Ristori-bis, proprio per le attività economiche svolte nelle zone rosse i contributi a fondo perduto vengono rafforzati.

 

In particolare,

 

  • per le zone rosse, sono previsti indennizzi a fondo perduto con bonifici diretti sul conto corrente,
  • fino al 200% di quanto già erogato nel mese di aprile con il Decreto Rilancio.

 

Per ottenere il contributo non è sufficiente essere in zona rossa ma l’attività svolta deve rientrate tra le attività riportate nell’allegato 2 dello stesso decreto Ristori.bis.

 

Per le zone arancioni e rosse una maggiorazione del 50% per le attività di gelaterie, bar, pasticcerie ed alberghi che si aggiunge a quanto già disposto dal primo decreto ristori arrivando al 200%.

 

Il contributo spetta sempre a condizione che l’ammontare del fatturato/corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai 2/3 dell’ammontare del fatturato/corrispettivi del mese di aprile 2019.

 

Posso richiedere il fondo perduto anche color che svolgono la propria attività all’interno dei centri commerciali. Si deve trattare di attività interessate dalle  misure restrittive del DPCM 3 novembre.

Le novità del decreto Ristori-ter: fondo perduto anche per il commercio al dettaglio di calzature

 

Il Dl 154/2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 291 di lunedì 23 novembre, ristori-ter, interviene anche sui contributi a fondo perduto.

 

A tal proposito , tra gli operatori ammessi al contributo a fondo perduto nelle zone caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto,  (allegato 2 del Dl n. 149/2020), vengono inclusi anche gli esercenti attività di commercio al dettaglio di calzature e accessori (codice Ateco 47.72.10), con domicilio fiscale o sede operativa in “zona rossa”. L’indennizzo è determinato applicando al precedente contributo riconosciuto dal decreto “Rilancio” (articolo 25, Dl n.

34/2020) l’aumento percentuale del 200%.

Il decreto ristori-quater: contributi a fondo perduto anche per i rappresentanti di commercio

 

Arriviamo così ai contributi a fondo perduto nel decreto Ristori-quater appena approvato dal Governo.

 

La platea delle attività oggetto dei contributi a fondo perduto nel ristori-quater si amplia ulteriormente con l’ingresso di diverse categorie di agenti e rappresentanti di commercio.

 

Così l’art.6 del Ristori-quater ( si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale):

Le disposizioni di cui all’articolo 1 del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 si applicano anche ai soggetti che, alla data del 25 ottobre 2020, hanno la partita IVA attiva e, ai sensi dell’articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633, dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell’Allegato 1.

Il riferimento è all’allegato 1 del nuovo Ristori-quater.

 

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