Riscossione e rateizzazione: da Equitalia al DL semplificazione

Novità sulla riscossione e rateizzazione dei debiti fiscali vengono da una direttiva di gruppo di Equitalia e dal recente decreto sulla semplificazione fiscale

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Novità sulla riscossione e rateizzazione dei debiti fiscali vengono da una direttiva di gruppo di Equitalia e dal recente decreto sulla semplificazione fiscale

Novità in tema di riscossione e soprattutto di rateazione dei debiti tributari in caso di  momentanea difficoltà economica dei contribuenti, giungono dalla direttiva di gruppo di Equitalia spa, la n. 7 del 1 marzo 2012, in cui la società di riscossione fornisce istruzioni alle società partecipate per agevolare quei contribuenti che vogliono rateizzare il loro debito nei confronti dell’Erario. Una direttiva che giunge proprio nel momento in cui il nuovo decreto sulla semplificazione fiscale, il decreto legge n. 16 del 2012, interviene anch’esso in tema di riscossione.

 

La direttiva di Equitalia

Partendo dal documento di Equitalia dello scorso 1 marzo,  vengono dettate nuove disposizioni in materia di rateazioni, innalzando la soglia di debito per ottenere la dilazione a semplice istanza motivata. Nella direttiva in questione, si ricorda come dall’entrata in vigore delle modifiche all’art. 19, del DPR n. 602 del 1973 e all’art. 26 del d.lgs. n. 46/1999 ad opera dei commi 2-bis e 2-ter dell’art. 36, del decreto legge n. 248/2007,  la materia della rateazione è stata oggetto di numerosi interventi sia di natura normativa che di carattere operativo interno. Lo strumento della rateazione ha permesso a milioni di contribuenti in difficoltà di regolarizzare la propria situazione debitoria.

 

Concessione rateazione: innalzata la soglia di debito

Al fine di  integrare i benefici che possono derivare da una maggiore semplificazione dell’istituto della rateazione, viene ravvisata l’opportunità di elevare da 5.000 a 20.000 euro la soglia di debito fino alla quale la rateazione potrà essere concessa a semplice istanza di parte. L’innalzamento di questa soglia contribuirà a determinare, secondo quanto scrive Equitalia,  uno snellimento burocratico per gli uffici delle società del Gruppo preposti alla trattazione delle istanze di rateazione ed una maggiore semplificazione degli adempimenti amministrativi – in termini di documentazione da produrre – a carico dei contribuenti ai fini dell’ottenimento della dilazione.

Sulla base di questo si precisa che  le istanze di rateazione per importi fino a 20.000 euro dovranno

essere accettate senza la necessità per il richiedente di dover allegare alcuna documentazione che provi  la situazione di temporanea obiettiva difficoltà economica.

 

Massimo 48  rate mensili

Alla luce di tale modifica, si stabilisce anche che per importi fino a 20.000 euro viene elevato a 48 il numero massimo di rate mensili concedibili. Rimane fermo che in ogni caso l’importo di ciascuna rata dovrà essere almeno pari a 100 euro, salvo quelle particolari situazioni di maggiori difficoltà.

 

Indice Alfa e Indice di liquidità

Le istanze di dilazione presentate dalle società e dalle altre categorie giuridiche di soggetti diverse dalle persone fisiche o dai titolari di ditte individuali in regimi fiscali semplificati, vengono esaminate valutando la sussistenza della situazione di temporanea obiettiva difficoltà, mediante l’applicazione dei parametri costituiti dall’Indice di Liquidità e dall’Indice Alfa.

Al momento, per accedere alla rateazione è necessario che l’Indice di Liquidità sia inferiore ad 1 e l’Indice Alfa sia superiore a 3. Tuttavia, nell’ottica di estendere il più possibile il beneficio della dilazione, si ritiene, nella direttiva di Equitalia, che l’indice Alfa non debba più essere considerato in termini di soglia di accesso, ma esclusivamente come parametro per determinare il numero massimo di rate concedibili secondo il prospetto indicato di seguito:

Indice Alfa            N° massimo di rate:

– da 0 a 2                     18

– da 2,1 a 4                  36

– da 4,1 a  6                 48

– da 6,1 a 8                 60

– da 8,1 a 7                   2

 

Rimangono, invece, invariate le modalità di calcolo dell’Indice di Liquidità e la sua valenza quale soglia di accesso all’istituto della dilazione laddove tale valore sia inferiore ad 1.

 

Il decreto semplificazione fiscale: altre novità

Ma le novità in tema di rateazione dei debiti non si arrestano qua. Oggi il decreto sulla semplificazione fiscale, pubblicato nella giornata di venerdì 2 marzo scorso sulla Gazzetta Ufficiale, giorno anche in cui è entrato in vigore, prevede anche la possibilità di un piano a importi crescenti sin dalla prima richiesta di dilazione, ed Equitalia avvisa il contribuente quando prende in carico una somma da recuperare. Così nel decreto in questione si prevede che il contribuente che decade dalla rateizzazione concessa per pagare somme dovute a seguito di comunicazione di irregolarità ha comunque facoltà di accedere, dopo aver ricevuto la cartella di pagamento degli importi iscritti a ruolo, alla dilazione per momentanea difficoltà economica.

Inoltre, tra le altre novità il decreto sulla semplificazione fiscale prevede:

 

a) la possibilità di richiedere piani di ammortamento a rata crescente sin dalla prima richiesta di dilazione (possibilità fino a oggi ammessa solo in caso di richiesta di proroga di una rateazione già concessa, perché la situazione di temporanea difficoltà economica sembra peggiorata),

b) la decadenza dal beneficio della rateazione solo in caso di mancato pagamento di due rate consecutive (fino a oggi si decadeva per mancato pagamento della prima rata o di due rate successive),

c) il blocco da parte dell’istanza di rateazione dell’iscrizione di ipoteca su beni immobili del debitore (l’ipoteca è iscrivibile solo se l’istanza è respinta o se il debitore decade dal beneficio della rateazione),

d) non si considera più inadempiente il contribuente ammesso a un piano di rateazione e in regola con i pagamenti e come tale può essere ammesso alle gare di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi.

 

Pignoramento e ipoteca

Ma novità giungono dal decreto sulla semplificazione fiscale, anche in tema di pignoramento e ipoteca. Si fissa infatti a 20.000 euro il tetto  unico di credito al di sotto del quale l’agente della riscossione non può iscrivere garanzia ipotecaria, né può avviare la procedura di espropriazione immobiliare.  In caso di  pignoramento di stipendi, salari o altre indennità da parte dell’agente della riscossione, se fino ad oggi si parlava di un quinto, con il decreto sulla semplificazione fiscale, qualsiasi somma dovuta ora sarà pignorabile solo per debiti oltre 5mila euro, mentre per quelli compresi fra 2mila e 5mila euro, la quota diventa un settimo dello stipendio, fino ai debiti fino a 2mila euro, per cui è pignorabile soltanto un decimo.

 

Accertamenti esecutivi

Da ultimo si segnala come, in tema di accertamenti esecutivi, l’agente della riscossione incaricato, darà comunicazione della procedura al legittimo interessato, inviando una raccomandata semplice all’indirizzo in cui è stato notificato l’atto. Niente obbligo di informazione, quando l’agente ha un fondato timore per il buon esito della riscossione: si procede allora senza alcun onere di informativa.

 

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Argomenti: Tasse e Tributi