Rischio di perdere il lavoro se non mi vaccino?

La pratica della vaccinazione in azienda sarà presto molto diffusa. E' obbligatoria o no? Cosa succede al dipendente che rifiuta il vaccino senza motivo?

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La pratica della vaccinazione in azienda sarà presto molto diffusa. E' obbligatoria o no? Cosa succede al dipendente che rifiuta il vaccino senza motivo?

La pratica della vaccinazione in azienda sarà presto molto diffusa. E’ obbligatoria o no? Cosa succede al dipendente che rifiuta il vaccino senza motivo?

Un lettore ci chiede:

“Lavoro in palestra. Ora il mio dubbio è: se passerà il green pass io dovrò essere per forza vaccinato per continuare a lavorare lì dentro?”.

Non sono pochi gli italiani che si domandano: rischio di perdere il lavoro se non mi vaccino?

Cosa si rischia? Trasferimento, ferie, licenziamento?

Se non mi vaccino rischio di perdere il lavoro?

Tutto dipende dal settore in cui opera l’azienda. Se viene chiesto per legge, di fronte al rifiuto ingiustificato di vaccinarsi del dipendente, il datore di lavoro può trasferirlo ad altre mansioni che non comportino lo stesso rischio di contagio oppure collocarlo in ferie o, peggio ancora, sospenderlo dal lavoro.

Da una parte, la vaccinazione è generalmente volontaria. Dall’altra, bisogna spiegare bene cosa si intende per ‘rifiuto ingiustificato’ del lavoratore.

Secondo l’art. 2087 del Codice Civile (Tutela delle condizioni di lavoro) l’imprenditore deve adottare, in base alla particolarità del lavoro, della tecnica e dell’esperienza, misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e morale dei dipendenti.

Se l’azienda non ha adottato alcun provvedimento ai sensi dell’art. 2087 c.c. i lavoratori possono scegliere liberamente se vaccinarsi o meno.

Al contrario, se il datore di lavoro, una volta sentito il medico competente, ritiene che il processo produttivo e le modalità di contatto tra dipendenti e con i clienti possa comportare un aumento del rischio di contagio Covid può richiedere la vaccinazione dei lavoratori come misura di prevenzione ai sensi dell’art. 2087 c.c. e dell’art. 15 del Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

In tal caso, il lavoratore deve sottoporsi alla vaccinazione a meno che non sussista un giustificato motivo come gravidanza o immunodepressione.

Trasferimento, ferie o sospensione dal lavoro per rifiuto ingiustificato

La vaccinazione viene imposta per certe attività maggiormente a rischio d contagio (tra cui la palestra). L’azienda può verificare se il dipendente si è vaccinato senza violare la sua privacy.

Se la vaccinazione si rende necessaria per proteggere il lavoratore, i colleghi, clienti e soggetti terzi, un eventuale rifiuto diventa ingiustificato. Perciò, il datore di lavoro può trasferire il dipendente a mansioni che non comportano lo stesso rischio di contagio. Se il trasferimento non è possibile, il datore di lavoro può collocare in ferie il dipendente oppure sospenderlo dal lavoro senza che maturi la retribuzione.

Lo stabiliscono le decisioni giudiziali adottate dal Tribunale di Belluno e di Udine, che richiamano l’articolo 2087 del Codice civile.

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