Riscatto laurea agevolato valido anche nel 2022, ma conviene veramente?

Il riscatto laurea agevolato costa fino a 26 mila euro. Conviene veramente approfittarne? Come il governo intende intervenire.

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Sul riscatto laurea si è discusso molto e ancora se ne parla. La misura, nonostante nel 2019 sia sta facilitata dal legislatore (riscatto laurea agevolato) risulta ancora molto onerosa per gli ex studenti universitari.

Nell’ambito della riforma delle pensioni che il governo sta per adottare, qualcosa potrebbe però cambiare. Nel frattempo l’Inps ha chiarito che la facoltà di riscatto agevolato degli anni di Università, introdotta nel 2019, sarà valida anche il prossimo anno.

Riscatto laurea agevolato

Ma cosa in concreto potrebbe succedere per il riscatto laurea agevolato? Il meccanismo riguarda tutti gli ex studenti gli under 45 anni a condizione che siano soddisfatti due requisiti: non aver maturato alcuna contribuzione prima del 31 dicembre 1995 (quando era in vigore il calcolo integralmente contributivo) e di non essere titolari di pensione.

Soddisfatte queste condizioni, il riscatto di laurea agevolato prevede costi ridotti rispetto alla procedura ordinaria. Il costo del riscatto agevolato degli anni di università ha un ammontare uguale per tutti: 5.241,30 euro per ogni anno riscattato, con uno sconto medio, rispetto al riscatto tradizionale, di quasi il 60% dell’onere.

Fatti i dovuti conti, con un versamento medio compreso tra 21 e 26 mila euro, si recuperano 4-5 anni di contributi accorciando il tempo necessario per raggiungere la pensione.

Conviene veramente?

Detto questo, la convenienza del riscatto laurea agevolato sta più nella misura che nel diritto della pensione. Come abbiamo visto, versare contributi per anticipare la pensione con le attuali regole non serve a molto.

Riscattare quattro o cinque anni di corso di studi universitari non aiuta ad anticipare il ritiro dal mondo del lavoro. Aiuterà, invece, a incrementare l’assegno pensionistico futuro. Al punto che, fino a poco tempo fa, pochi lavoratori laureati riscattavano i periodi di studio universitario.

Dopo il boom iniziale di domande, molti si sono accorti che forse versare 26 mila euro alle casse dell’Inps conviene poco. Meglio usare i soldi per una pensione integrativa. Di qui, il calo delle domande di riscatto laurea.

Così il governo pensa a una forma di riscatto ancora più soft, magari anche gratuita per il solo riconoscimento del diritto alla pensione (contribuzione figurativa) e non anche alla misura. Come avviene per le pensioni di invalidità.

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