Risarcimento danni: meglio conoscere tutte le buche vicino casa

Stretta sul risarcimento danni per caduta su buca in strada accidentata: se si abita o si lavora lì vicino potrebbe essere negato il rimborso. Ecco perché.

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Stretta sul risarcimento danni per caduta su buca in strada accidentata: se si abita o si lavora lì vicino potrebbe essere negato il rimborso. Ecco perché.

Chi cade accidentalmente in un buca su strada dissestata per colpa della mancata manutenzione del Comune e si infortuna, può richiedere a quest’ultimo un risarcimento danni. Il principio è abbastanza assodato ma è bene porre dei paletti per evitare abusi. E in questo senso una recente sentenza della Cassazione è intervenuta per stabilire dei criteri. In particolare, l’ordinanza n. 22419/2017 destinata a fare scuola per molti casi di istanza di risarcimento danni a seguito di caduta accidentale su una buca in strada dal manto dissestato, ha stabilito che la responsabilità ex articolo 2051 del codice civile è esclusa qualora la vittima dell’incidente sia tenuta a conoscere la posizione delle buche perché vive in quella via o, per motivi di lavoro o altri documentabili, ci passa tutti i giorni o comunque frequentemente.

Nel caso di specie, infatti, una donna aveva fatto richiesta di risarcimento danni al Comune dopo essere caduta di notte mentre portava a passeggio il cane a causa di una buca riconducibile al cattivo stato di manutenzione della strada di casa.

Se conosci le buche vicino casa le eviti: niente risarcimento

Il tribunale prima e la corte di Appello in secondo grado, avevano respinto la richiesta di risarcimento sottolineando come la donna, vivendo a poche decine di metri dal punto dell’incidente, ben conosceva il cattivo stato di manutenzione della strada. Era stata dunque “una scelta imprudente” da parte sua, quella di “far passeggiare il cane di notte al buio proprio in quel punto”.

La Cassazione ha dato ragione alle precedenti sentenze sul caso richiamando proprio l’articolo 2051 del codice civile che esclude la responsabilità dell’ente proprietario della strada aperta al transito pubblico qualora “si accerti la concreta possibilità per l’utente danneggiato di percepire o prevedere con ordinaria diligenza la situazione di pericolo”. Una condotta imprudente quella donna che, a detta dei giudici, interrompe il nesso di causa effetto tra la caduta e la cattiva manutenzione della strada pubblica. Ben si comprende in quest’ottica e fatta questa promessa esplicativa anche perché se sulla stessa buca fosse caduto un turista o se la stessa donna fosse inciampata suo malgrado su una buca in una zona che non frequentava spesso, il risarcimento danno in questione non sarebbe stato negato e il Comune, o più in generale l’ente tenuto alla manutenzione della strada, sarebbe stato obbligato a pagare.

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