Ripagare i debiti con il reddito di cittadinanza, non solo consumi: l’indagine Inps

Da una delle ultime indagini INPS, emerge che il 58,5% dei percettori il reddito di cittadinanza sostiene di disporre di un sussidio

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Sembrerebbe che il reddito di cittadinanza abbia avuto un effetto significativo sulla riduzione dei vincoli di consumo legati a condizioni di estrema povertà e sul miglioramento della qualità della vita.

Molti percettori hanno utilizzato il sussidio non solo per l’acquisto di beni e servizi necessari alla propria vita quotidiani e quella del proprio nucleo familiare, ma anche per ripianare situazioni debitorie in cui versavano. Ad esempio, per pagare rate del mutuo arretrate e canoni di affitto accumulati.

E’ quanto emerge da una delle ultime indagini studio dell’INPS, come evidenzia anche la stampa specializzata (su tutti il Sole24 ore).

Gli ultimi dati sul reddito di cittadinanza

In termini percentuali, circa il 41,5% dei percettori ha riservato il reddito di cittadinanza per l’acquisto di beni e servizi di consumo (dando priorità a quelli di prima necessità). Sono riusciti a rimediare ad una situazione debitoria circa il 39,4%.

Il sussidio ha fatto registrare un aumento dei consumi tra i percettori, di più al sud ed isole che al nord del Paese. Ciò si è verificato più tra gli uomini (over 35) che tra le donne. Dall’indagine emerge altresì un miglioramento della vita economica e sociale. Incidenza positiva anche sul loro status psicologico.

In una scale di equivalenza da 1 a 5 gli intervistati hanno dichiarato un miglioramento generale di circa tre quarti di punti rispetto al NON percepimento del beneficio. Effetti positivi anche sulle relazioni amicali.

Ad ogni modo, il 58,5% dei percettori continua a sostenere di disporre di un reddito insufficiente alle proprie necessità di vita.

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