Rimborso Iva sulla Tia: il gioco sleale del governo Monti

Il governo Monti vuole la massima confusione sulla questione dei rimborsi Iva sulla Tia. La parola d'ordine è prendere tempo, ignorare gli appelli a sbloccare la questione, confondere le carte in tavola. L'obiettivo è uno solo: arrivare alla Res, la tassa che risolve tutto

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Il governo Monti vuole la massima confusione sulla questione dei rimborsi Iva sulla Tia. La parola d'ordine è prendere tempo, ignorare gli appelli a sbloccare la questione, confondere le carte in tavola. L'obiettivo è uno solo: arrivare alla Res, la tassa che risolve tutto

Analogie storiche: il vizio italiano di prendere tempo nasconde sempre inganni

La questione sull’Iva sulla Tia e i relativi rimborsi è stato più volte oggetti in questa stessa sede di numerosi interventi atti a mettere in luce le modalità per poter avanzare l’istanza di rimborso legittima, in seguito a ben due pronunce una della Corte Costituzionale e una della Corte di Cassazione. Nonostante ciò, i problemi per chi ha presentato correttamente l’istanza non sono terminati, visto che tali domande sembrano andare ingiustamente nel vuoto.

 

Rimborso Iva tassa rifiuti: il Governo prende tempo

Dopo una prima risposta del Governo in un’interrogazione parlamentare di qualche tempo fa, risposta vaga e senza certezza, ora la questione tende a complicarsi visto che all’orizzonte si profilano ancora guai per i consumatori. Il governo sembra fare orecchie di mercante alle richieste legittime dei contribuenti sul rimborso dell’Iva pagata indebitamente sulla tassa sui rifiuti, la Tia e come se non bastasse beffa ancora i consumatori chiedendo del tempo per elaborare ulteriori approfondimenti, affinchè decidere se elaborare o meno una norma di interpretazione autentica che possa bloccare i ricorsi.

 

I consumatori restano nel limbo

I consumatori inviano le lettere di rimborso alle imprese e ai comuni che di rimborso non ne vogliono certamente sentir parlare visto che le cifre stimate parlano addirittura di 1 miliardo di euro che in tempo di magra come questi sono veramente tanti. Così Federambiente, l’associazione che le raggruppa le società di gestione dei servizi pubblici di igiene, spedisce mensilmente all’indirizzo del Ministero dell’economia diffide di continuo, che hanno ad oggetto l’adozione tempestiva da parte del governo di misure risolutive, che possano risolvere una querelle che sembra una storia infinita.

 

Bocciato l’emendamento al Decreto fiscale

Tra i politici che sembrano un po’ aver cercato l’attenzione del Governo, si segnala l’emendamento presentato dal deputato del PD, Alberto Fluvi, in sede di conversione in legge del decreto fiscale. Ma il tutto si è dissolto in una bolla di sapone. Il Governo sembra rimanere immobile, prende tempo e rinvia ancora la questione, forte del fatto che dal prossimo anno entra in scena la Res o Tares, il nuovo servizio comunale sui rifiuti istituito dal decreto Salva Italia, il decreto n. 201/11 convertito in legge n. 214/11.

 

Per il Governo l’avvento della Res cancellerà il “problema”

Il sottosegretario all’economia Vieri Ceriani aveva avuto già modi di affermare che una norma di interpretazione autentica che possa affermare che l’Iva sulla Tia va pagata sulla base dell’analogia di disciplina tra Tia e Tia 1, non serve perché “esplicherebbe i suoi effetti solo per le operazioni fatturate nel passato e da effettuarsi fino al 31 dicembre 2012”, poiché la manovra salva-Italia ha abrogato, con decorrenza dal 1° gennaio 2013 i prelievi sui rifiuti attualmente in vigore e ha istituito la Res o Tares, il tributo che è “destinato a coprire i costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani avviati allo smaltimento”. La stessa manovra salva Italia ha sancito, ricorda Vieri Ceriani che i Comuni, sempre dal prossimo anno, se hanno realizzato sistemi di misurazione della quantità di rifiuti conferiti, possono applicare al posto del Tares «una tariffa avente natura corrispettiva e come tale soggetta a Iva», con la conseguenza lampante che verranno superate tutte le questioni, attualmente dibattute, connesse all’applicazione dell’Iva sulla Tia, consideranto che quest’ultima imposta si applicherà solo nel caso in cui il comune si avvalga della facoltà di istituire la tariffa corrispettiva.

 

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Argomenti: Tassa rifiuti