Rimborsi tasse e tributi, come richiederli e quando | Guida

In quali casi si può richiedere un rimborso su tasse e imposte e quali sono i termini entro cui presentare domanda?

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
In quali casi si può richiedere un rimborso su tasse e imposte e quali sono i termini entro cui presentare domanda?

Se un cittadino paga imposte e tasse in misura maggiore di quanto dovuto, in ogni caso ha diritto ad essere rimborsato. I rimborsi delle tasse e imposte versate possono essere richiesti in due modi, attraverso una specifica domanda o attraverso la dichiarazione dei redditi. Vediamo, quindi nello specifico cosa bisogna fare per ricevere un rimborso.  

Rimborsi con dichiarazione dei redditi

Per ottenere il rimborso direttamente dal proprio datore di lavoro o dall’ente che eroga la pensione. Se il rimborso, per qualsiasi motivo non viene effettuato, la richiesta va effettuata direttamente all’Agenzia delle Entrate che provvedere al rimborso direttamente al luogo di residenza. In questo caso alla richiesta presentata all’Agenzia va allegata la certificazione nella quale l’ente pensionistico o il datore di lavoro dichiarino il non avvenuto conguaglio. E’ da tenere presente, in ogni caso, che se si sceglie il rimborso con la dichiarazione dei redditi si può optare, in alternativa, anche di utilizzare il credito che risulta nel 730 per pagare altre imposte (tutte quelle che possono essere pagate con il modello F24) , come ad esempio l’IMU o la Tasi, con la compensazione. Se invece del 730 per la dichiarazione dei redditi si utilizza il modello UNICO nel riquadro RX va specificato che si vuole ricevere il rimborso del credito o, in alternativa, si può scegliere di riportare il credito all’anno successivo.   Nelle prossime pagine affronteremo il tema dei rimborsi su istanze e delle modalità di pagamento dei rimborsi.  

Rimborso su istanza

In tutti gli altri casi di imposte versate in eccedenza o per somme non dovute, per ricevere il rimborso va presentata specifica domanda entro termini stabilita, pena la decadenza del rimborso. Vediamo nello specifico quali sono i termini di decadenza per le diverse domande di rimborso.

  • Imposte sui redditi come Irpef, Ires ecc… il termine di decadenza è 48 mesi
  • Versamenti diretti: termine di decadenza 48 mesi
  • Ritenute operate dal sostituto d’imposta: decadenza 48 mesi
  • Ritenute dirette operate dallo Stato e da altre Pa: decadenza 48 mesi
  • Imposte indirette come imposta di registro, di successioni, donazioni, bollo: decadenza 36 mesi.

  La richiesta di rimborso va presentata all’Agenzia delle Entrate in carta semplice e deve contenere i motivi in base ai quali si richiede tale rimborso. Alla domanda il contribuente deve allegare le ricevute di versamento effettuate o le certificazioni delle ritenute subite. In questo caso l’Agenzia delle Entrate

  • Può accogliere la domanda
  • Può respingere la domanda, ma si può, entro 60 giorni, presentare il ricorso alla Commissione tributaria
  • Non si riceve risposta e in questo caso la domanda va ritenuta respinta per l’istituto del silenzio-rifiuto. Dopo 90 giorni dalla presentazione della domanda si può ricorrere in Commissione tributaria.

 

Rimborsi, come vengono pagati

Una volta che l’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto il diritto del contribuente al rimborso si procede alla restituzione delle somme nella modalità che lo stesso contribuente ha indicato in sede di domanda e anche in base all’importo da pagare. Il rimborso può essere pagato o tramite accredito su conto corrente, ma in questo caso le coordinate dello stesso devono essere fornito in sede di domanda o in un secondo momento, anche attraverso l’applicazione del sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Con l’accredito sul conto corrente vengono rimborsate somme di qualsiasi importo ma il beneficiario del rimborso deve essere intestatario o cointestatario del conto corrente su cui effettuare il pagamento.

Altre modalità di pagamento rimborsi

Se non si è in possesso di un conto corrente bancario o postale è possibile ricevere le somme dovute anche attraverso altri metodi di riscossione, vediamo nel dettaglio quali sono.

  • Rimborso in contanti: per somme fino a 999,99 euro il contribuente riceve l’invito a recarsi presso un qualsiasi ufficio postale dove, esibendo un documento di identità, gli verrà erogato il rimborso in contanti.
  • Emissione di un vaglia della Banca d’Italia per importi compresi tra i 999,99 euro e i 51.645,69 euro.
  • Per gli importi superiori a 51.645,69 euro, comprensivi di interessi, e per i rimborsi di soli interessi di qualsiasi importo, la restituzione avviene, per ragioni di sicurezza, esclusivamente tramite accredito su conto corrente bancario o postale.
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Argomenti: Tasse e Tributi