Rimborsi Tari: aumenti per chi ha pagato il giusto?

Da un lato i rimborsi Tari, dall'altro il rischio aumenti: due facce della stessa medaglia nel caos della tassa sui rifiuti gonfiata.

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Da un lato i rimborsi Tari, dall'altro il rischio aumenti: due facce della stessa medaglia nel caos della tassa sui rifiuti gonfiata.

Prosegue il caos Tari in seguito alle richieste di rimborsi. Dopo la conferma delle differenze per i contribuenti che hanno subito errori nel calcolo, arriva “la mazzata” per tutti. Dove prenderanno i Comuni i soldi per i rimborsi Tari? La cifra verosimilmente sarà spalmata su tutti i cittadini nelle prossime scadenze. Vale a dire: saranno previsti aumenti della tassa sui rifiuti.

Ecco lo scenario che sta spaventando contribuenti e associazione di consumatori.

Rimborsi Tari significa conguagli: ecco chi dovrà pagare di più

Insomma, una buona notizia per chi ha subito errori di calcolo Tari ma una pessima notizia per tutti gli altri. Chi ha già pagato regolarmente la Tari, rispettando importo e scadenza del tributo, potrà essere costretto in quest’ottica a mettere nuovamente mano al portafoglio per compensare la differenza.
Il Mef, rispondendo ad un’interrogazione del M5S, ha garantito che i cittadini ai quali la quota variabile della tassa sui rifiuti è stata conteggiata per ogni pertinenza (cantine, box, soffitte etc) e non una sola volta come previsto dalla legge, riceveranno i rimborsi. Ma non ha spiegato in che modo sarà coperto questo intervento e, dunque, non ha escluso conguagli o aumenti dell’aliquota a livello generale.

Box auto a Milano: caos Tari e rischio conguagli

Facciamo l’esempio dei box auto a Milano. La quota variabile su queste pertinenze è valsa 12 milioni di entrate: se dall’anno prossimo passerà la linea del governo il servizio continuerà a costare 300 milioni come oggi ma la cifra ricadrà su tutti i contribuenti, anche su chi nemmeno ha il garage. Bisogna trovare il modo per non pesare troppo e iniquamente sulle famiglie, a Milano e non solo.

Insomma, lo scenario non è dei più ottimistici per chi pensava di essere apposto dopo aver versato la rata della tassa sui rifiuti regolarmente. E in tutto questo resta il caos rimborsi con le associazioni consumatori sul piede di guerra. In particolare si chiede che questi accrediti scattino in automatico, senza bisogno che il contribuente faccia domanda.

Ma ora, come abbiamo appena visto, la questione non riguarda più chi ha subito l’ingiustizia dell’aliquota variabile ma rischia di estendersi anche a chi ha versato quanto dovuto regolarmente e credeva di dormire sonni tranquilli, se così si può dire. Il Fisco, invece, potrebbe tornare a battere cassa sulla Tari perché se il costo del servizio di gestione rifiuti resta lo stesso e scattano i rimborsi, allora bisognerà trovare il modo di ridistribuire il gettito tra i contribuenti. In altre parole: conguagli per chi ha già pagato e aumenti Tari in vista non sono da escludere.

Ovviamente continueremo a seguire da vicino la questione aggiornando i lettori sui prossimi sviluppi attesi.

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