Rimborsi pensioni parziali: aggiornamento ricorsi e lettere di diffida

E’ attesa per il 2 ottobre la prima sentenza sui ricorsi per i rimborsi solo parziali delle pensioni. Intanto piovono lettere di diffida all’Inps

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E’ attesa per il 2 ottobre la prima sentenza sui ricorsi per i rimborsi solo parziali delle pensioni. Intanto piovono lettere di diffida all’Inps

La ripresa del dibattito sulla riforma delle pensioni non fa dimenticare le questioni in sospeso tra cui anche la vicenda dei rimborsi parziali di agosto che l’esecutivo in carica ha emesso per adeguarsi alla sentenza della Consulta sulla mancata indicizzazione degli assegni ai tempi del governo Monti. A che punto è l’iter dei ricorsi e come far valere i propri diritti? Tra meno di un mese sarà emessa la prima sentenza sui ricorsi per i rimborsi parziali delle pensioni non indicizzate emessi ad agosto scorso: il tribunale di Avellino si esprimerà il prossimo 2 ottobre.

C’è grande attesa per la decisione dei giudici: la sentenza infatti verosimilmente aprirà la strada ad altre pronunce simili in tutta Italia visto che diversi sono i ricorsi pendenti contro i rimborsi delle pensioni solo parziali. La (prima) verità quindi il 2 ottobre, sempre se non ci saranno rinvii.

Lettera di diffida Inps per i rimborsi pensione: modalità e tempi di risposta

Ma non ci sono solo ricorsi: contro i rimborsi delle pensioni parziali sono state inoltrate anche numerose lettere di diffida all’Inps (o agli altri istituti previdenziali competenti per il rimborso). Online è possibile scaricare modelli fac simile per impostare la lettera di diffida. E’ bene precisare che quest’ultima va inviata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.   In alcuni modelli predisposti si legge un termine massimo di 30 giorni per la risposta: trascorso questo limite temporale senza che sia pervenuta alcuna notifica o anche in caso di risposta negativa, si dovrà procedere richiedendo decreto ingiuntivo al Tribunale per la tutela giudiziaria dei propri diritti. Gruppi di pensionati e associazioni stanno inoltre valutando la possibilità di proporre una class action contro l’Inps.

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