Rimborsi pensioni, c’è chi rinuncia: ecco come fare

Un contributo si solidarietà volontario: pensionati rinunciano ai rimborsi delle pensioni. Come aderire

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Pensione e debiti

Nel caso sui rimborsi pensioni anche i diretti interessati si dividono. Ieri il governo Renzi ha previsto, all’interno del Cdm, le misure da attuare per far fronte alla decisione della Consulta senza pesare troppo sulle casse dello Stato. I rimborsi sulle pensioni non indicizzate saranno fatti una tantum nell’assegno del mese di agosto 2015 e non supereranno i 500 euro.   Affermazioni che hanno diviso l’opinione pubblica: c’è chi parla di misura insufficiente e preannuncia ricorsi e chi invece la ritiene addirittura inopportuna in un periodo di forte crisi economica come quello che sta vivendo il nostro Paese. E stupisce forse ancor di più che, tra i secondi che richiamano al dovere civico, vi siano anche pensionati beneficiari dei rimborsi pensioni. C’è chi, anche percependo assegni modesti, si è detto pronto a rinunciare al rimborso per devolvere l’importo a favore di giovani precari o disoccupati, poveri e disagiati. Sull’altro versante c’è chi invoca ad un diritto acquisito e non appagato dal rimborso una tantum di agosto e, sul piede di guerra, preannuncia ricorsi.

Alcune sigle sindacali hanno parlato di “restituire il maltolto” e, come accade di rado, condividono espressioni e intenti con Salvini.

Rimborsi pensioni: chi rinuncia e chi non si accontenta

Basta leggere le discussioni online sull’argomento per rendersi conto di come la platea dei pensionati interessati ai rimborsi sia spaccata. Secondo i sondaggi Ixè diffuso nella scorsa puntata di Agorà su Raitre il 55% dei pensionati intervistati non rifiuterebbe i soldi in favore di giovani o dei più poveri. Solo il 29% sarebbe pronto a firmare per restituire i soldi rimborsati.

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