Rimborsi Iva sulla Tia: la storia continua

Il Governo interpellato in un’interrogazione parlamentare, rimette la questione a valutazioni squisitamente politiche e ricorda che dal prossimo anno entra in scena il nuovo tributo sui rifiuti che rischia di non risolvere il problema

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Il Governo  interpellato in un’interrogazione parlamentare, rimette la questione a valutazioni squisitamente politiche e ricorda che dal prossimo anno entra in scena il nuovo tributo sui rifiuti che rischia di non risolvere il problema

Ancora Iva sulla Tia. La questione sembra non trovare pace. Ebbene un altro episodio si aggiunge alla saga. Mercoledì scorso, come già annunciato in questa sede, è stato chiesto al Governo, durante un’interrogazione parlamentare a risposta immediata, quali misure intenda prendere per chiarire una volta per tutte la questione dell’Iva sulla Tia, “evitando che le imprese di igiene ambientale debbano continuare a sostenere gli ingenti costi delle azioni legali innescati dai milioni di utenti aventi diritto”, come si legge nel testo dell’interrogazione.

 

Il quadro della questione

Ebbene il Ministero competente, interrogato sulla questione, prima fa una breve disamina della disciplina normativa di riferimento, ricordando prima la sentenza della Corte Costituzionale del 2009, che ha asserito la natura tributaria della Tia 1, sancendo così che la stessa tariffa non è soggetta ad Iva. Poi ricorda il successivo decreto n. 78 del 2010, in relazione alla Tia 2. Decreto che ha stabilito come tale tariffa abbia natura non tributaria e come tale sia soggetta ad Iva. Considerazione confermata dalla successiva circolare n. 3 del 2010 del Dipartimento Finanze del Ministero dell’economia, per cui la Tia1 deve continuare ad essere soggetta ad Iva, come già sostenuto anche dall’Agenzia delle Entrate con vari documenti di prassi, come la risoluzione n. 250 del 17 giugno 2008, risoluzione n. 25 del 5 febbraio 2003. Nella circolare del Ministero si precisa come Tia 1 e Tia 2 abbiano le stesse fonti e come tale appare del tutto irrazionale pensare che abbiano una natura giuridica diversa. Come la Tia 1 ha natura di corrispettivo ed è soggetta ad Iva, stesso discorso vale per la Tia 2, introdotta dal Decreto Ronchi. Da ultimo, nella sua risposta il Governo ricorda la recente sentenza della Cassazione, la n. 3765/12, depositata il 9 marzo 2012, che ha sancito il diritto dei contribuenti che hanno pagato illegittimamente l’Iva sulla Tia a dover richiedere il rimborso. Per i giudici della Suprema Corte infatti assimilare la Tia 1 con la Tia 2 è inaccettabile, il frutto di una “forzatura logica del tutto inaccettabile”.

 

Cosa risponde il Governo?

Dopo questa breve digressione normativa, il Governo, interpellato in riferimento alla questione del rimborso Iva sulla Tia, precisa come manchi attualmente una norma di interpretazione autentica che possa definire una volta per tutte la questione. Il Governo mostra però una certa diffidenza nell’emanazione di questa norma, perché considera la sua adozione rimessa a “valutazioni squisitamente politiche”. Come dire il Governo ammette, alla luce dell’evoluzione normativa in merito, che una norma ad hoc possa servire a fugare qualsiasi dubbio in materia, ma questa norma non la adotterà il Governo, rinviando la questione a decisioni politiche, che come tali, lasciano il tempo che trovano. La palla infuocata passa di mano in mano, ma in questo continuo andirivieni, si mette in secondo piano il fatto che a decidere sulla questione, è stato un organo fondamentale quando si parla di leggi e norme, ossia la Corte Costituzionale. Una messa in secondo piano che è tutta a  discapito dei cittadini che ancora una volta devono attendere di vedersi riconosciuto un loro sacrosanto diritto.

 

Una questione irrisolta?

Una questione quella del rimborso Iva sulla Tia che oltretutto rischia di non essere risolta mai se i tempi continuano ad allungarsi visto che, come ricorda prontamente il Governo nella risposta al question time di mercoledì, dal prossimo anno entra il scena il nuovo tributo comunale sui rifiuti e sui servizi che permetterà a quei comuni che sono dotati di sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti prodotti, di istituire al luogo del tributo una tariffa che in quanto tale è sempre soggetta ad Iva.

 

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Argomenti: Tassa rifiuti