Rimborsi Irpef 730, dal 2020 bisognerà aspettare due mesi in più

I tempi dei rimborsi Irpef modello 730 dal 2020 subiranno un ritardo di due mesi rispetto a quanto avvenuto finora. La variazione del calendario fiscale.

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Modello 730 2018

La riforma del calendario fiscale 2020 è passata quasi inosservata, ma peserà sulle tasche dei contribuenti a partire dal prossimo anno. Soprattutto per chi è a credito d’imposta e ha diritto, ad esempio, a rimborsi Irpef per spese sanitarie, spese per attività sportive dei figli o a seguito di detrazioni per lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica.

La manovra finanziaria per il 2020 ha infatti revisionato il calendario fiscale allungando un po’ tutte le scadenze previste finora dal fisco. La più importante è quella che riguarda la scadenza per la presentazione del modello 730 che passa dal 23 luglio al 30 settembre e che comporta, per chi è a credito d’imposta, un allungamento di due mesi sui tempi di rimborso a conguaglio in busta paga o con il cedolino pensione.

Più contribuenti con modello 730 dal 2020

Più tempo per i Caf e i contribuenti, quindi, per trasmettere le dichiarazioni dei redditi, ma anche più tempo per lo Stato per restituire i soldi a chi è a credito d’imposta. E, come si sa, il tempo è denaro e posticipare i rimborsi di due o tre mesi significa guadagnare tempo e far risparmiare milioni di euro all’erario. La contromisura, per addolcire la pillola amara della variazione del calendario fiscale, è stata quella di consentire a un ampliamento della platea dei contribuenti che potrà utilizzare il modello 730 dal prossimo anno senza più ricorrere al Modello Unico. Oltre ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, potranno quindi usufruire di tale modello (che sarà per tutti precompilato,) anche i percettori di redditi da lavoro autonomo con esclusione di quelli derivanti dall’esercizio di arti e professioni e di impresa non occasionali.

Presentazione modello 730 entro il 30 settembre 2020

Dal prossimo anno, quindi, ci sarà più tempo per lavoratori e pensionati per presentare la dichiarazione dei redditi col modello 730 passando dal 23 luglio al 30 settembre la data di scadenza prevista. La commissione finanze alla Camera ha approvato la revisione di tutte le date del calendario fiscale, a partire dall’invio delle certificazioni uniche (CU) da parte dei datori di lavoro (entro il 26 marzo), alla predisposizione della dichiarazione precompilata (30 aprile), per finire ai rimborsi tramite sostituti d’imposta (ottobre-novembre). Del resto la scadenza delle presentazioni del modello 730 oggi come oggi ricade in pieno periodo estivo quando molti contribuenti sono in ferie con notevole aggravio per i carichi di lavoro dei Caf.

Dare più tempo agli operatori, quindi, è sembrato doveroso e necessario per il legislatore.

Rimborsi Irpef a ottobre-novembre

Il testo della riforma non esplicita quale sarà la data esatta dei rimborsi poiché si parla del “primo mese successivo a quello in cui il sostituto ha ricevuto il prospetto di liquidazione, ovvero il risultato contabile della dichiarazione”. Pertanto bisognerà capire se i rimborsi verranno effettuati prima per coloro che presentano la dichiarazione dei redditi a giugno piuttosto che il 30 settembre (“termine mobile”). Ma per questo bisognerà aspettare chiarimenti successivi con circolari da parte dell’Agenzia delle Entrate. In ogni caso, la finestra temporale sarà da giugno a ottobre. Verrà poi spostato dal 7 al 16 marzo il termine di trasmissione delle certificazioni uniche (CU) da parte dei sostituti d’imposta e dei dati relativi a oneri e spese sostenuti dai contribuenti. Sarà, invece, il 30 aprile il termine per la messa a disposizione della dichiarazione precompilata da parte dell’Agenzia delle Entrate. Anche la destinazione dei contributi sul due per mille da parte dall’Agenzia delle Entrate slitterà al 15 dicembre, mentre le erogazioni liberali ai partiti sarà elaborata entro il 31 dicembre.

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