Riforma scuola: i fondi sono una scommessa d’azzardo?

Sostenere la riforma della scuola con le tasse sulle vincite del gioco d’azzardo

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Sostenere la riforma della scuola con le tasse sulle vincite del gioco d’azzardo

Tra gli emendamenti al Senato spunta anche quello che propone di trovare i soldi per la riforma della scuola, e per le pensioni dei docenti, dalle vincite del gioco d’azzardo. La proposta porta la firma dei senatori PD Ruta, Ricchiuti e Sposetti. Un emendamento che potrebbe sembrare un ago in un pagliaio visto che ne sono stati presentati oltre 2mila, ma che non è passato inosservato.

Vincite gioco d’azzardo e tasse: fondi per la riforma della scuola

L’idea su cui è chiamata a decidere la settima commissione Istruzione del Senato è quella di un prelievo pari all’1% sulle vincite derivanti da una singola giocata effettuata sugli apparecchi e congegni adibiti al gioco d’azzardo (come individuati dall’articolo 110, comma 6, lettera b del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza”) da destinare alla riforma della scuola. Ci sono anche proposte che chiedono tassazioni anche più alte. La volontà di tassare il gioco d’azzardo non è cosa nuova ma la novità questa volta consiste nella destinazione della cifra eventualmente raccolta al settore scolastico.  

Gioco d’azzardo responsabile: lotta alla ludopatia

Questo emendamento si inserisce in maniera logica in un piano di interventi di più ampio respiro che prevede una campagna di sensibilizzazione verso il gioco responsabile per scoraggiare fenomeni di dipendenza e ludopatia. E proprio nelle scuole bisogna iniziare a parlare dei pericoli della dipendenza dal gioco d’azzardo tanto che, in un altro emendamento firmato da Dalla Zuanna, De Biasi, Di Biagio, Dirindin, Romano (Pd), si richiede che nelle aule agli studenti si parli di “prevenzione e contrasto di ogni forma di dipendenza, con particolare riferimento ad alcol, tabacco, droghe, gioco d’azzardo internet, alimentazione e shopping compulsivi, coinvolgendo l’intera comunità scolastica degli alunni, dei docenti e dei genitori e attraverso l’interazione con le amministrazioni locali e socio-sanitarie, possibilmente in raccordo con i docenti distaccati nelle comunità terapeutiche”.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Tasse e Tributi