Riforma Reddito di Cittadinanza: ecco dove molti beneficiari rischiano di perderlo

Riforma Reddito di Cittadinanza: ecco dove molti beneficiari rischiano di perderlo. Specie al Sud, molti percettori rischiano grosso. Vediamo perché e quali sono gli scenari.

di , pubblicato il
Riforma Reddito di Cittadinanza: ecco dove molti beneficiari rischiano di perderlo

Sulla riforma Reddito di Cittadinanza: ecco dove molti beneficiari rischiano di perderlo. Perché all’orizzonte per il sussidio potrebbe esserci una stretta. Mentre ad oggi, per il 2022, è comunque remota la possibilità che con la riforma Reddito di Cittadinanza la misura possa essere abolita. Così come riportato in questo articolo.

Ad oggi, rispetto al totale della platea dei percettori, solo una piccola percentuale grazie alla misura è riuscito ad inserirsi o a reinserirsi nel mondo del lavoro. Cosa che, dal fronte politico, ha fatto storcere il naso prima a Fdi, a più riprese, e poi pure alla Lega, Al punto che i due partiti non chiedono la riforma Reddito di Cittadinanza, ma la totale abolizione della misura. Uno strumento di contrasto alla povertà fortemente voluto ed ancora difeso a spada tratta dal MoVimento 5 Stelle.

Riforma Reddito di Cittadinanza: ecco dove molti beneficiari rischiano di perderlo

Specie al Sud, molti beneficiari rischiano potenzialmente di perdere l’erogazione del sussidio. Nel caso in cui non abbiano risposto alle chiamate da parte dei Centri per l’Impiego. Al fine di rilanciare le politiche attive per il lavoro, il Governo italiano è all’opera. Con l’obiettivo di permettere di trovare lavoro in Italia entro il 2025 ad almeno 3 milioni di persone.

Questo è, infatti, il piano del ministero del Lavoro che dovrebbe poggiare su una dotazione finanziaria pari a quasi 5 miliardi di euro. Per la riforma Reddito di Cittadinanza e non solo, infatti, si tratta di risorse a beneficio dei percettori del sussidio. Ma anche per reinserire nel mondo del lavoro tutti gli altri cittadini che percepiscono altri sussidi ed ammortizzatori sociali. Includendo pure le persone in condizione di fragilità, i disabili ed i giovani che non studiano e che non lavorano.

Riforma delle politiche attive del lavoro e programma GOL

Non a caso proprio mercoledì scorso, 8 settembre del 2021, c’è stato con le parte sociali un incontro in videoconferenza con il ministro del Lavoro. Al fine di presentare la riforma delle politiche attive del lavoro. Nonché il cosiddetto programma GOL, sigla che sta per Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori. Non solo riforma Reddito di Cittadinanza, quindi.

Argomenti: