Riforma pensioni: sulla flessibilità si decide a settembre

Cesare Damiano afferma che al più tardi entro metà settembre si dovrà decidere sulla flessibilità in uscita nella riforma pensioni.

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Cesare Damiano afferma che al più tardi entro metà settembre si dovrà decidere sulla flessibilità in uscita nella riforma pensioni.

A parlare della prossima riforma delle pensioni che dovrebbe garantire una maggiore flessibilità in uscita, è Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera. Damiano, promotore di diverse proposte volte a garantire la flessibilità con le minori penalizzazioni, ha affermato che ci si occuperà in concreto della riforma delle pensioni in occasione della prossima Legge di Stabilità. Il governo ha più volte affermato di voler intervenire sulla riforma Fornero in autunno ma Damiano intervenendo all’incontro di Cgil e Spi Cgil di ieri a Bergamo, ha evidenziato quanto le idee su come si dovrebbe intervenire siano ormai chiare per tutti.

  Rispondendo alle domande dei partecipanti al convegno Damiano ha affermato che in ogni caso si dovrà intervenire per rimette in sesto il comparto previdenziale duramente penalizzato dalla riforma Fornero del 2011. Il presidente della Commissione lavoro ci ha tenuto, però, a sottolineare quello che già è stato fatto grazie al lavoro dei dem:

  • il governo ha accettato di mettere fine alle penalizzazioni per i lavoratori precoci fino al 31 dicembre 2017
  • le sei salvaguardie che sono intervenute a sostegno degli esodati

  Damiano sottolinea la necessità di un intervento decisivo che vada a modificare la Legge Fornero prima della fine dell’anno per consentire a tutti i pensionati che sono vicini alla pensione di poter uscire dal mondo del lavoro pagando una piccola penalità sull’assegno previdenziale. Il presidente della Commissione Lavoro, però, fa presente che la penalizzazione non deve essere tale da disincentivare le uscite anticipate al contrario di quanto propone Tito Boeri con la proposta di ricalcolo contributivo.   La proposta Damiano-Beretta al momento sembra essere quella più largamente condivisa dalle altre forze politiche e prevede:

  • penalizzazioni massime all’8%
  • 62 anni di età e 35 anni di contributi
  • Nessuna penalizzazione per i lavoratori precoci che hanno maturato 41 anni di contributi versati indipendentemente dall’età anagrafica.

  L’appuntamento con la flessibilità è rimandato a metà settembre poiché se la riforma delle pensioni dovrà essere inserita nella prossima Legge di Stabilità, non si potrà certo andare oltre con i tempi.

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