Riforma pensioni: su opzione donna ed esodati correzioni alla Legge di Stabilità

Riforma pensioni: il Parlamento potrebbe modificare le misure della Legge di Stabilità su opzione donna e Settima Salvaguardia

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Riforma pensioni: il Parlamento potrebbe modificare le misure della Legge di Stabilità su opzione donna e Settima Salvaguardia

La riforma pensioni ha trovato spazio marginale nel testo della Legge di Stabilità licenziato dal governo e, anche le misure su opzione donna ed esodati adottate, potrebbero subire modifiche importanti in Parlamento. E’ quello che ha promesso Damiano per superare i punti critici della Legge di Stabilità sul fronte previdenziale. Il Presidente della Commissione ha spiegato che l’attenzione “è concentrata sui temi sociali: la settima salvaguardia esodati, sulla cui realizzazione abbiamo insistito con grande forza, andrà confrontata con il testo unitariamente definito dalla Commissione Lavoro della Camera.” Legge di Stabilità e riforma pensioni: il commento di Cesare Damiano Quali punti saranno verosimilmente modificati?

Riforma pensioni esodati: i destinatari della Settima Salvaguardia

Per quanto riguarda la Settima Salvaguardia, l’obiettivo è quello di ampliare la platea di beneficiari. Le misure di riforma contenute nel testo della Legge di Stabilità infatti sono state giudicate insufficienti da Inps e sindacati. Settima Salvaguardia: la riforma pensioni esodati nella Legge di Stabilità Il ministro del Lavoro Poletti ha previsto che la riforma delle pensioni al vaglio possa essere la soluzione per chiudere definitivamente la questione esodati ma i conti non tornano: se nella Salvaguardia rientreranno 30 mila lavoratori, stando ai calcoli dell’Inps, ne resteranno fuori circa altri 20 mila. Su questo fronte i sindacati minacciano uno sciopero. Damiano ha confermato che “tutelare altri 30 mila lavoratori è positivo, ma non risolve completamente la partita”.

Opzione donna: i requisiti anagrafici

Per quanto riguarda la riforma pensioni donna l’obiettivo degli interventi correttivi invece è quello di superare l’empasse del limite anagrafico. In particolare ci si chiede se, sulla base delle disposizioni attuali, le donne nate nell’ultimo trimestre del 1958 (1957 per le lavoratrici autonome) potranno o meno usufruire di questo regime agevolato.

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