Riforma pensioni: sindacati convocati per metà maggio?

Dopo mesi di silenzio da parte del Governo, si riapre il confronto con i sindacati sulla Riforma Pensioni. Alla scadenza di fine anno 2021, Quota 100 non sarà più rinnovata.

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Dopo mesi di silenzio da parte del Governo, si riapre il confronto con i sindacati sulla Riforma Pensioni. Alla scadenza di fine anno 2021, Quota 100 non sarà più rinnovata.

Dopo mesi di silenzio da parte del Governo, si riapre il confronto con i sindacati sulla Riforma Pensioni. Alla scadenza di fine anno 2021, Quota 100 non sarà più rinnovata e si rischia uno scalone di 5 anni in mancanza di una misura sostitutiva. C’è il rischio di passare, in un solo giorno, da 62 a 67 anni di età per il pensionamento.

Il ministro Orlando, dopo 2 mesi di rinvii per sbrigare priorità più urgenti (revisione degli ammortizzatori sociali, questione lavoro in vista dello stop al divieto licenziamenti), oggi non può più rimandare il confronto con i sindacati né ignorare il problema.

I sindacati saranno convocati per metà maggio? Pare proprio di sì.

Riforma Pensioni: la scintilla del PNRR

A riaprire il dialogo tra Governo e sindacati è, senza dubbio, il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) che inizialmente, confermando l’addio a Quota 100, prevedeva una misura flessibile esclusivamente per i lavoratori con mansioni gravose e usuranti. Questo passo è stato eliminato dal testo definitivo, probabilmente a seguito dell’intervento di Salvini.

Il leader della Lega ha messo i puntini sulle i: dopo un anno di pandemia Covid, oltre mezzo milione di posti di lavoro andati in fumo, 2 milioni che rischiano di perderlo in vista dello stop del divieto dei licenziamenti, non si può tornare alla Legge Fornero senza pensare ad una misura flessibile. La proposta è Quota 41 per tutti.

Indipendentemente dall’età, con 41 anni di contributi, bisogna garantire il ricambio generazionale.

Dopo le tante richieste da parte dei sindacati, i tavoli di confronto con il Governo riprendono. L’ha annunciato lo stesso ministro Orlando. Le parti sociali saranno convocate a metà maggio.

E’ impossibile rimandare ancora, i tempi stringono ed il Governo è già in ritardo considerando il termine di Quota 100.

E’ una necessità anche pratica: lavoratori e aziende hanno bisogno del tempo necessario per programmare i pensionamenti 2022 con un certo anticipo.

Riforma Pensioni: le proposte sul tavolo

Anche i sindacati pensano a Quota 41 anni di contributi per tutti a partire dai 62 anni. Pensano anche ad un riconoscimento dei lavori gravosi, alle donne (lavoro di cura, attività lavorativa), ai giovani da tutelare considerando le basse retribuzioni e le carriere discontinue, ad un rafforzamento della previdenza complementare.

Il leghista Alberto Brambilla, ex Sottosegretario al Lavoro, ha proposto Quota 102 (64 anni di età + 38 anni di contributi) che favorirebbe donne, lavoratori precoci e caregiver.

Una recente proposta arriva dal Presidente dell’Inps Tridico: uscita dal lavoro a 62-63 anni con almeno 20 anni di contributi e calcolo della pensione in 2 fasi. La prima quota calcolata col regime contributivo fino a 62-63 anni, la seconda sul retributivo ottenuto al compimento dei 67 anni. Tridico ha proposto anche lo sconto di un anno di contributi per ogni figlio ed un anno in meno per ogni 10 anni di lavoro usurante.

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