Riforma pensioni scuola: legge su quota 96 rinviata a settembre?

Quota 96: dopo le promesse e le garanzie sulle risorse per la riforma scuola, tutto tace. La nuova legge difficilmente prenderà le mosse prima di settembre

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Quota 96: dopo le promesse e le garanzie sulle risorse per la riforma scuola, tutto tace. La nuova legge difficilmente prenderà le mosse prima di settembre

Sembrava essere giunta la svolta definitiva per la riforma delle pensioni della scuola e invece per i quota 96 nulla si è ancora mosso e il Governo non prende posizione in modo concreto. A far ben sperare i cd esodati del sistema scolastico nelle scorse settimane erano state le ultime dichiarazioni ufficiali dell’esecutivo, che confermavano l’impegno a trovare le risorse per garantire la pensione agli oltre 4 mila lavoratori del comparto scuola, tra docenti e personale Ata e amministrativo, tagliati fuori dalla riforma Fornero.

E in questo senso determinanti erano state le parole del ministro Poletti, che aveva lasciato intendere che le risorse necessarie per la copertura erano state trovate. Da quelle promesse che hanno acceso le speranze dei quota 96 però nulla di nuovo si è mosso nei giorni scorsi e il pessimismo torna a dilagare tra gli esodati della scuola, ancora una volta tagliati fuori dal governo dalla riforma delle pensioni. Ad oggi infatti non è dato sapere quale sarà lo strumento legislativo adottato per risolvere in modo definitivo la questione e neppure quali sono i tempi dell’intervento di riforma tanto atteso.

Quota 96: soluzione ad agosto o legge a settembre?

Le ultime stime prevedevano un intervento sui quota 96 ad agosto, subito dopo l’accredito dei rimborsi pensioni. Ma queste previsioni possono ad oggi, giovedì 18 giugno 2015, essere considerate attendibili? Manca poco più di un mese e non c’è nulla di concreto attualmente che lasci ben sperare. Le interrogazioni, molteplici a dire il vero, sull’argomento sembrano avere scarso peso in Parlamento. La strada più verosimile sembra essere quella di una legge ad hoc. Ma viste le incombenze e le urgenze del calendario parlamentare è difficile credere che ci sarà nulla di concreto prima di settembre prossimo. E così i tempi si allungano di nuovo, a dispetto di chi aveva sperato in soluzioni immediate o quasi. Ecco perché, tra le persone direttamente coinvolte nella questione dei quota 96, torna a dominare il pessimismo e lo scoraggiamento. La soluzione arriverà di certo per coloro che nel frattempo sono giunti al traguardo della pensione ma tutti gli altri rischiano di dover aspettare ancora.

 

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