Riforma pensioni: quanto costano flessibilità e quota 100?

Boeri fa il punto dei costi di due delle ipotesi di riforma per una maggiore flessibilità in uscita.

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Boeri fa il punto dei costi di due delle ipotesi di riforma per una maggiore flessibilità in uscita.

La flessibilità in uscita nella riforma pensioni ha un costo, ed anche elevato secondo Tito Boeri, presidente dell’Inps. Nonostante la proposta di introdurre penalizzazioni per i lavoratori che intendano accedere alla pensione anticipata, la flessibilità in uscita proposta da Cesare Damiano potrebbe costare fino a 8,5 milioni di euro secondo il presidente dell’Inps. Le stime fatte dall’istituto, fa sapere Boeri, sono fatte sull’ipotesi che tutti i lavoratori che maturano i requisiti prendano in considerazione l’ipotesi di pensione anticipata. E costi ancora maggiori avrebbe la quota 100, altra proposta avanzata ed appoggiata anche dai sindacati: i costi di questa ipotesi potrebbero sforare sopra i 10 miliardi di euro.

Boeri precisa che la decisione finale per la riforma delle pensioni spetterà al Parlamento e che l’Inps si limiterà a fornire soltanto un supporto. La proposta di pensionamento con 62 anni di età e 35 anni di contributi a fronte di una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo per chi ha maturato una pensione di almeno una volta e mezzo il minimo garantito dall’Insp, secondo Boeri avrebbe ripercussioni economiche disastrose. Boeri spiega anche che i costi della quota 100, con 62 anni di età e 38 anni di contributi versati, sarebbero ancora più elevati perché non è prevista alcuna penalizzazione. Proprio per questo motivo Bori sostiene che la quota 100 ha molto il sapore del ripristino della pensione di anzianità che tende ad avere costi molto elevati. Secondo Boeri l’unico sistema sostenibile per i conti dello Stato sarebbe quello del ricalcolo dell’assegno con il metodo contibutivo.

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