Riforma pensioni: quanto ci costa il ricalcolo contributivo?

Quanto costa ai lavoratori il ricalcolo contributivo per accedere alla pensione anticipata e a chi conviene maggiormente?

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Quanto costa ai lavoratori il ricalcolo contributivo per accedere alla pensione anticipata e a chi conviene maggiormente?

Quanto costerebbe, nell’ambito della riforma della pensione, il ricalcolo con il sistema contributivo ai lavoratori che scegliessero l’ipotesi di pensione anticipata?   Molto caro sicuramente soprattutto per il lavoratori più anziani che hanno almeno 18 anni di contributi alla data del 31 dicembre 1995 e andrebbero a perdere molti più anni calcolati con il sistema retributivo.   Se passasse, quindi, la proposta del presidente dell’Inps del ricalcolo totale dell’assegno pensionistico con il sistema contributivo a pagare i conti della riforma delle pensioni sarebbero ancora una volta i lavoratori.

  Anche se l’ipotesi prevede solo un’opzione a scelta del lavoratore, che potrebbero anche continuare a lavorare fino al raggiungimento dei requisiti anagrafici richiesti per la pensione .  

Fattori che segnano l’importo della pensione

I fattori che vanno a condizionare l’importo della pensione sono tre, vediamo nel dettaglio quali:

  1. Età del pensionamento: l’età in cui si effettua l’effettiva uscita dal mondo del lavoro va ad influenzare il calcolo dell’assegno pensionistico poiché più si ritarderà l’uscita e maggiori saranno i coefficienti di trasformazione rendendo l’assegno più elevato
  2. Retribuzioni: più sono elevate le retribuzioni degli ultimi anni di lavoro maggiore sarà la perdita del vantaggio che si avrebbe con il calcolo retributivo
  3.  Contributi al 31 dicembre 1995: la presenza di almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 o meno va ad influire sul calcolo dell’assegno poiché con la presenza di questi contributi prima di tale date la perdita in confronto al sistema retributivo sarebbe maggiore.

  Chi tocca maggiormente il ricalcolo con il sistema contributivo? Ovviamente a rimetterci maggiormente sarebbero i lavoratori con almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 e i lavoratori che percepiscono retribuzioni più elevate perché avrebbero un taglio dell’assegno pensionistico maggiore rispetto agli altri lavoratori. L’impatto più pesante toccherebbe quei lavoratori che hanno iniziato a lavorare prima del 1978 che hanno quote retributive più ampie sul calcolo dell’assegno.   Si tratta di tutti quei lavoratori che oggi hanno più di 60 ani e che al 31 dicembre 1995 avevano almeno 18 anni di contributi versati che avrebbero tagli sull’assegno pensionistico dal 20 al 25%.

Per carriere retribuite particolarmente bene il taglio schizzerebbe al 30% mentre per tutti gli altri lavoratori il passaggio al calcolo totale con il contributivo costerebbe solo il 10% dell’ammontare dell’assegno pensionistico. Per coloro che, invece, hanno iniziato a lavorare dopo il 1995 l’impatto del calcolo contributivo sarebbe praticamente nullo poiché il loro assegno pensionistico è già calcolato interamente con il sistema contributivo.

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