Riforma pensioni: quali criticità vanno risolte?

Anche se l'accordo siglato con i sindacati è un passo avanti, sulla riforma pensioni ancora molte criticità.

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Con l’accordo siglato tra governo e sindacati sulla riforma pensioni, si è fatto decisamente un grande passo avanti anche se restano da chiarire alcuni punti che dovranno essere oggetto di confronto con le parti sociali.

Ad affermarlo è Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera ricordando che il confronto sulla riforma pensioni deve continuare. Già per questa settimana, infatti, è prevista la riunione di un tavolo tecnico per allargare l’elenco dei lavori usuranti con i cosiddetti lavori gravosi e pesanti.

Ape: quali criticità si devono risolvere?

Uno dei problemi principali da affrontare nella messa a punto dell’Ape è determinare quali redditi non saranno colpiti, attraverso una leva fiscale, dall’entità della rata del rimborso troppo elevata. Nei prossimi giorni, infatti, si dovrà chiarire quale sarà il valore minimo anche se nelle scorse settimane, in via ufficiosa, è circolata la cifra di 1500 euro lordi al mese anche se i sindacati chiedono di alzare il limite fino a 1700 euro lordi al mese. I criteri per poter fruire dell’agevolazione dovrebbero riguardare i lavoratori ritenuti in condizione di bisogno ma i requisiti devono ancora essere definiti e per ora appaiono generici come ad esempio lo stato di disoccupazione, lo stato di salute del lavoratore, la gravosità del lavoro ecc…

“Altri problemi andranno affrontati e alcune criticità risolte: non dobbiamo dimenticare che la penalizzazione del 7% all’anno per chi accede all’Ape non agevolata è troppo onerosa; rimane da definire l’ottava salvaguardia degli esodati, che deve essere definitiva e coinvolgere non meno di 25.000 lavoratori; va definito il tetto dell’assegno pensionistico mensile (per noi non meno di 1.500 euro lordi) all’interno del quale non far pagare alcun onere a chi ha diritto all’Ape sociale; infine, va definito il problema di Opzione Donna, facendo il consuntivo delle risorse fin qui utilizzate, al fine di proseguire nella sperimentazione per il prossimo anno.

La qualità delle soluzioni che si adotteranno per i lavori usuranti e precoci e per gli esodati sarà decisiva per una valutazione complessiva di questa riforma che porterà alle pensioni 2 miliardi di euro all’anno”

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