Riforma pensioni: punto per punto le priorità di settembre 2016

Riforma pensioni 2016: le priorità del dibattito per il mese di settembre 2016. Non solo APE

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Riforma pensioni 2016: le priorità del dibattito per il mese di settembre 2016. Non solo APE

Stanno per finire le ferie anche per il governo. Tempo di tornare a pensare alla riforma pensioni: settembre 2016 sarà un mese cruciale per alcuni interventi. Quali sono le priorità?

Riforma pensioni 2016: non solo APE

Pensioni precoci: bonus contributivo ipotesi più papabile di riforma?

Tra le questioni più urgenti troviamo indubbiamente quella dei lavoratori precoci. Si discute circa la possibilità di prevedere un bonus contributivo di 4 o 6 mesi per ciascun anno di lavoro svolto prima del compimento della maggiore età, ovvero tra i 14 ed i 18 anni. Questo incremento dell’anzianità contributiva servirebbe ad ottenere la pensione anticipata. La riforma pensioni precoci include anche la discussione sull’eliminazione delle penalizzazioni sulle uscite prima dei 62 anni, che dovrebbero scattare dal 2018.

Riforma pensioni: focus su adeguamento a speranza di vita

Il governo sarà chiamato a discutere anche dell’adeguamento alla speranza di vita, parametro in base al quale l’età pensionabile si alza periodicamente. Ad oggi questo intervello è di due anni ma l’idea, per permettere un’uscita anticipata, è di aumentarlo.

Riforma pensioni 2016: il capitolo APE

E ovviamente nelle discussioni di settembre 2016 ampio spazio sarà dedicato al capitolo APE, il piano di pensione anticipata per lavoratori dipendenti e autonomi con un minimo di 63 anni di età (62 se si tratta di donne del settore privato, 62 anni e 6 mesi per lavoratrici autonome e parasubordinate dal 2017). Il focus del dibattito riguarda il prestito pensionistico e le modalità di restituzione della rata. E’ allo studio un sistema di detrazioni fiscali per ridurre l’impatto sui redditi più bassi. Secondo i primi calcoli, il piano del governo comporta una penalizzazione superiore al 10% della pensione per chi si ritira con tre anni di anticipo.

Prestito APE solo per redditi bassi?

In particolare si discuterà dell’ultima proposta del presidente dell’INPS, Tito Boeri, ovvero quella di considerare il prestito APE come “una specie di reddito minimo per quella fascia critica di lavoratori che faticano a rimanere sul mercato del lavoro e sono a rischio di povertà”.

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