Riforma pensioni: prestito pensionistico solo per donne e disoccupati

Bocciata la proposta di prestito pensionistico: ecco le alternative della riforma pensioni per lavoratrici e disoccupati

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Bocciata la proposta di prestito pensionistico: ecco le alternative della riforma pensioni per lavoratrici e disoccupati

L’ipotesi di una riforma delle pensioni basata sul prestito pensionistico sembra sempre meno probabile. Il governo sta studiando un’operazione strutturale per far fronte all’emergenza di lavoratrici e disoccupati sprovvisti di ammortizzatori sociali e, quindi, senza reddito e senza pensione. Il problema del recepimento del prestito pensionistico consiste, come noto,  nella copertura economica: i fondi per la flessibilità in uscita ammontano a non più di 1 miliardo e mezzo. Verosimilmente per una riforma delle pensioni completa, sostenuta dal Ministero del Lavoro, occorrerà aspettare un disegno di legge ad hoc. Secondo le previsioni più ottimistiche questo non arriverà comunque prima degli inizi dell’anno prossimo. Quale alternativa al prestito pensionistico ha in mente il governo? Leggi la guida completa al prestito pensionistico

Riforma delle pensioni: le alternative al prestito pensionistico

L’alternativa più verosimile dopo la bocciatura del prestito pensionistico è quella di un’uscita flessibile per le donne a 62 o 63 anni con montante contributivo che oscillerebbe tra i 30 e i 35 anni di contributi. Resta ancora da capire quale sarebbe il meccanismo di penalizzazione da applicare in questi casi. Sempre in merito alla riforma pensioni donne resta da sciogliere il nodo sulla cosiddetta opzione donna. In particolare va chiarita quale sarà la sorte delle domande inoltrate per il 2015 e su questo punto si attende la sentenza del Tar in merito alla class action. Il secondo step riguarda la possibilità di proroga e stabilizzazione dell’opzione donna. Per quanto riguarda i disoccupati è allo studio l’ipotesi di pensione anticipata di tre anni, rispetto ai requisiti minimi attualmente previsti per la pensione di vecchiaia, e quindi si prospetta l’uscita dal lavoro a 63 anni, adeguati a 63 anni e sette mesi sulla base delle aspettative di vita.

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Argomenti: News pensioni, Prestito pensionistico - APE, Riforma pensioni