Riforma pensioni post Quota 100, pressing dei sindacati: perché non torneranno le regole Fornero

Il governo parla di riforma pensioni equilibrata, ma i sindacati temono il ritorno alle regole Fornero. Perché ancora non si riesce a trovare una quadra.

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Il governo parla di riforma pensioni equilibrata, ma i sindacati temono il ritorno alle regole Fornero. Perché ancora non si riesce a trovare una quadra.

Il ministro dell’Economia Daniele Franco fa sapere che quota 100 finirà, ma sarà presto fatta una riforma pensioni equilibrata. Parole che non lasciano più dubbi sul fatto che la pensione anticipata a 62 anni andrà in soffitta.

Tuttavia resta ancora un ampio alone di incertezza sulla riforma pensioni. Il timore è che si stia cercando un compromesso che vada bene un po’ a tutti: lavoratori, sindacati, partiti, governo e Bruxelles. Tutto si dovrà però giocare sulle possibilità di spesa dello Stato che non ci sono.

La riforma pensioni post quota 100

Franco, a margine del commento sulle raccomandazioni fatte dall’Ocse all’Italia alla vigilia della riforma pensioni dice

sono fiducioso che l’esecutivo troverà una soluzione equilibrata nella prossima legge di bilancio, siamo consapevoli che alcuni settori economici affrontano difficoltà che saranno tenute in considerazione”.

La riforma pensioni è quindi oggi uno dei nodi più spinosi e delicati del nuovo millennio. Non essendo più possibile indebitare lo Stato per mandare in pensione prima del tempo i lavoratori, diventa difficile trovare una quadra. Dice ancora Franco rispondendo ai giornalisti:

“abbiamo alcuni problemi di breve termine e di medio termine. Non posso indicare la soluzione che abbiamo in mente, la riforma pensioni deve essere discussa nel governo”

Il problema dal 1 gennaio 2022 è sostanzialmente uno: quello del ritorno alle vecchie regole della Fornero che prevedono l’accesso alla pensione al compimento dei 67 anni di età o al raggiungimento di 42 anni e 10 mesi di versamenti contributivi (uno in meno per le donne).

Il rischio Fornero e la posizione dei sindacati

Sulla riforma pensioni i sindacati restano in allerta. Il fronte non è mai stato così unito e non è disposto a tollerare il ritorno alla Fornero per migliaia di lavoratori esclusi da quota 100.

Se il governo si trova una soluzione, scenderemo in piazza”, hanno più volte tuonato.

Le ipotesi in cantiere per superare quota 100 in maniera indolore sono al momento quelle legate al potenziamento delle opzioni di pensionamento anticipato già esistenti. Vale a dire, Ape Sociale e Opzione Donna. A queste si aggiungerebbe una terza via, definita flessibile, per mandare in pensione i lavoratori a 62-63 anni, ma con penalizzazione.

E’ la soluzione proposta dall’Inps e che prevede una pensione in due tranches. La prima al compimento dei 62-63 anni con calcolo pensione per la sola parte contributiva e la seconda al raggiungimento dei 67 anni con l’aggiunta della restante parte di pensione retributiva.

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