Riforma pensioni possibile coi soldi del reddito di cittadinanza

A giugno parte la raccolta firme per abolire il reddito di cittadinanza. Risparmi che potrebbero sostenere la riforma pensioni. Ma Conte attacca: “al peggio non c’è mai limite”.

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Tutti in pensione a partire da 62 anni o con quota 41? La proposta dei sindacati, così com’è è irrealizzabile perché costerebbe troppo e il governo su questo punto ha già messo il veto. La riforma deve essere finanziariamente sostenibile.

Ma quanto costerebbe in più mandare in pensione i lavoratori a partire da 62 anni, anche con penalizzazione in base agli anni di anticipo rispetto ai 67 previsti dalla Fornero? A conti fatti si tratterebbe di una cifra intorno ai 10 miliardi all’anno.

Riforma pensioni coi soldi del reddito di cittadinanza

Dove si possono trovare questi soldi per le pensioni? Semplice: dal reddito di cittadinanza. L’idea di una parte della politica e dei lavoratori sarebbe infatti quella di abolire il sussidio statale tanto contestato da quando è stato introdotto.

Al suo posto si potrebbe finanziare la riforma pensioni con l’anticipo della rendita già a 62 anni di età o con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età. Il programma sarebbe finanziariamente sostenibile, come dice Draghi, perché si spostano semplicemente risorse dai sussidi alle pensioni.

Contrario, ovviamente, il M5S che non è disposto minimamente a sacrificare il reddito di cittadinanza per questa causa. Ma questo si sapeva già. Eppure il fronte dei lavoratori, cioè chi produce e contribuisce ogni anno al sostegno economico del Paese, sarebbe d’accordo.

Raccolta firme per abolire il reddito di cittadinanza

Così il prossimo 15 giugno partirà la raccolta di firme per abolire il reddito di cittadinanza. Uno strumento sbagliato che va riscritto da cima a fondo. Come dice Ettore Rosato di Italia Viva

“siamo al paradosso che spendiamo un sacco di soldi ma ci sono poveri senza aiuto, disoccupati senza proposte di lavoro, aziende senza lavoratori, più lavoro nero”.

Di parere contrario Giuseppe Conte che dice che “al peggio non c’è mai limite”. Si umiliano le persone in difficoltà togliendo loro la possibilità di evitare lo sprofondamento nella povertà assoluta.

Soprattutto in un momento di crisi come quello attuale.

E per le pensioni? I soldi se si vuole si possono benissimo trovare senza andare a tagliare il reddito di cittadinanza – dice il M5S – anche perché si è visto benissimo come i governi in quattro e quattr’otto trovano le risorse per incrementare le spese in armamenti o per salvare le banche decotte.

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